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Nelle due settimane di incendio che hanno interessato il basso Molise si è toccata con mano l’inadeguatezza dei vertici della Protezione Civile.

Una volta fiore all’occhiello della Regione da fare invidia tutta Italia, l’opera di smantellamento iniziata dall’ex presidente del Partito Democratico, Paolo di Laura Frattura, è proseguita con il governo Toma. Non poteva essere altrimenti se si considera che l’attuale governatore ha continuato la politica di distruzione del Molise, già iniziata dal suo predecessore, confermando, anzi potenziando, tutti i dirigenti legati a doppio filo a Frattura: sia dal punto di vista politico che imprenditoriale.

Così, se il 3 aprile 2018, in piena campagna elettorale, Toma scriveva: “Negli ultimi cinque anni di Governo Frattura abbiamo assistito ad un progressivo smantellamento di un sistema che, proprio a causa della natura del territorio molisano, va invece potenziato nelle strutture operative (Centro funzionale decentrato del Molise, Sala Operativa regionale e Colonna mobile regionale), in quelle di pianificazione e prevenzione, come pure nell’ambito del coordinamento e raccordo con le altre Istituzioni internazionali (EU), nazionali e locali (Prefetture, Province e Comuni), competenti in materia di Protezione civile”.

Parole al vento che oggi, di fronte all’emergenza incendi, tuonano come l’ennesima baggianata raccontata da un governatore inadeguato che, nel giorno degli incendi, resta in silenzio, festeggia la medaglia d’oro di un’atleta molisana, ma non esprime una sola parola di vicinanza ai circa 500 sfollati di un centro balneare che, proprio in questo periodo, dovrebbe portare ristoro ad attività commerciali già alla canna del gas. E come se non bastasse l’inadeguatezza a ricoprire il ruolo di capo della Protezione, già peraltro evidenziata in piena pandemia, Toma si prende anche il lusso di nominare alla guida della struttura per le emergenze un dirigente che non ha i titoli per ricoprire il ruolo.

Manuel Brasiello fratello dell’ex sindaco di Isernia e fratturiano nell’animo. È stato messo a dirigere il dipartimento dopo l’ennesima cacciata – sulla stessa scia di Frattura – dell’architetto Giarrusso reo di essere troppo filo ioriano. Architetto che pure poteva essere sostituito, per carità, magari però con qualcuno che avesse titoli e competenze ad affrontare le emergenze. 

La Protezione Civile di Toma, alla stregua di quella di Frattura, non ha mezzi, non ha uomini, non ha programmazione. A confronto, in epoca Iorio, per la campagna antincendio, si avevano a disposizione  2 elicotteri spegnitori, un elicottero ricognizione, due aerei leggeri, 4 quad, 3 moto, vedette sparse per prevenire incendi oltre a squadre di spegnimento dotati con modulo antincendio. Eppure si poteva migliorare ancora. Oggi , il niente assoluto. E’ assente la Regione a cui compete per legge il servizio antincendio. E’ assente  il direttore del IV dipartimento- senza titoli –  inadeguato a dirigere una macchina inesistente. Il Molise che brucia, è in atto la distruzione del patrimonio naturalistico e… nessuno dice niente.  Nel silenzio tombale di una regione già morta che adesso stà morendo anche nel suo bene più  prezioso: il patrimonio naturale.

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