di Tonino Atella
In totale abbandono il lavatoio comunale, un tempo “fiore all’occhiello” della città, documentato dalle foto degli ospiti.
Nel periodo girano tanti forestieri e visitatori un po’ dappertutto. C’è chi va alla ricerca di tracce artistiche nei Comuni piccoli e grandi, chi vorrebbe fermarsi estasiato dinanzi ad affreschi ed opere d’arte nelle chiese, altri ancora che girano alla ricerca di vicoli, vicoletti ed angoli suggestivi di paese e persone cui piace un mondo tuffarsi in ambienti naturali sani e salutari. Di tutto questo Venafro è in grado di proporre molto soprattutto per quanto attiene la suggestiva bellezza del centro storico, nonché presentando un territorio ed un’aria incontaminati. Non altrettanto purtroppo avviene per la fruizione del vasto patrimonio di arte sacra custodito negli storici luoghi di culto cittadini, essendo questi per lo più sbarrati e chiusi a doppia mandata tolte le sante messe della giornata e qualche funerale. L’unica eccezione la Basilica di San Nicandro accessibile quasi h 24, grazie ai Frati Francescani. Ma è anche nelle zone contraddistinte dalle acque sorgive cittadine che forestieri e visitatori girano in lungo e in largo per ammirare e fotografare specchi d’acqua, animali acquatici e servizi annessi. Ma qui ecco la denuncia di turisti ed ospiti, documentata con tanto di foto : “Siamo stati al lavatoio comunale risalente ai primi decenni del secolo scorso -asserisce contrariato M.S., all’unisono con altri forestieri- ed abbiamo trovato una struttura in totale abbandono e degrado. Sporcizia, erba alta, vegetazione a josa e rifiuti dappertutto, nonché danneggiamenti e problemi strutturali evidenti. Un gran peccato, essendo i luoghi suggestivi ed unici sotto l’aspetto naturalistico. Bellissima acqua sorgiva in zona, ma anche la constatazione del progressivo danneggiamento dell’intero servizio.

Tale lavatoio comunale é oggi scarsamente utilizzato e poco frequentato dalle casalinghe di Venafro ? D’accordo, ma non può essere questa la giustificazione del suo notevole degrado e della noncuranza del complesso !”. Dal lavatoio altri forestieri spostano la loro attenzione poco più a sud per l’esattezza allo storico “quadrato” sempre d’acqua sorgiva e corrente, sino agli anni ‘50/’60 “la spiaggia” di tanti fanciulli e giovani venafrani, data la diffusa impossibilità all’epoca di raggiungere il mare. Chi possedeva una bici -non importa se vecchia e malandata- si spingeva sino al Volturno divertendosi un sacco, ma la gran parte dei giovani dovevano accontentarsi, giocare e tuffarsi nel “quadrato” di 3×3 in via del Mulino. “Ce l’avevano detto venafrani incontrati per strada e siamo arrivati qui per ammirare -precisano i forestieri in giro per la città- ma abbiamo trovato solo inferriate, chiusure, erba alta, plastica e sporcizia dappertutto. Uno scempio autentico di tanta preziosa storia di paese ! Possibile non avvertire il dovere, la responsabilità civica di tenere in ordine, pulito ed accogliente siffatto ricco patrimonio ambientale e naturale ? Altrove questo per fortuna non avviene e ci si attrezza per presentarlo al meglio a turisti e visitatori ! A Venafro accade tutt’altro e, spiace dirlo, non è affatto un bel segnale !”. Commenti ? Lasciamo perdere …






























