“Melogli l’uomo del miracolo” pare non sia proprio espressione rappresentativa della realtà isernina. Il governo Toma, Annaelsa Tartaglione e Aldo Patriciello stanno facendo di tutto per convincere l’avvocato già sindaco ad accettare la candidatura al vertice di Palazzo San Francesco, ma il silenzio di Melogli parla più di mille parole. Forza Italia, Toma e lo storico Aldo lo porterebbero alla stessa fine di 5 anni fa: sconfitta certa. Lui, Melogli, ci mette la faccia e stavolta vuole alleanze più compatte contro il gruppo che lo ha sconfitto nel 2016 che vedeva sempre il tandem tra Iorio e Fratelli d’italia.
In effetti la titubanza dell’ avvocato è fondata. L’appoggio di Forza Italia è mozzo: Raimondo Fabrizio, scaricato dalla Tartaglione dopo essersi sentito dire per oltre un anno che sarebbe stato lui il candidato, non parla in pubblico ma non avrebbe accettato di rimettersi alle volontà della coordinatrice regionale del partito di Berlusconi e, al momento, non è della partita. Non con Melogli.

Patriciello, pur di non deludere l’amico, potrebbe mettere in campo i suoi dipendenti come candidati. Ma sarebbero riempitivi non portatori di voti. Giovancarmine Mancini starebbe preparando una lista intorno lui proprio con il metodo Aldo. Il sottosegretario regionale Di Baggio che sedeva ai tavoli sventolando tre liste, pare che non abbia soddisfatto le aspettative. Cerca di sfilare uomini e donne al gruppo Iorio che potrebbero abboccare al suono delle sirene, ma è ben poca cosa rispetto all’unità che si registra intorno a Tedeschi. E poi Melogli vuole l’accordo dei centristi. Quel povero Vincenzo Niro si sta facendo in quattro per portare a Toma il risultato del trapasso dei “centristi” sul gruppo del governo regionale ma l’osso duro pare essere Di Luozzo.
Infine la Lega. La Tartaglione pensava che bastava mantenere ottimi rapporti con il parlamentare inviato in Molise nel ruolo di commissario, Jari Colla, per avere simbolo e lista. Non ha fatto i conti con il territorio. L’unico a voler confluire su Melogli è il consigliere uscente Testa pronto a compilare e candidare che potrebbe garantire, al massimo, la sola sua elezione. Così i nodi oggi stanno venendo al pettine. E dalla zona Melogli pare stia prendendo le distanze anche il partito di Salvini.






























