di Tonino Atella
E’ solo un ricordo la proverbiale definizione di Venafro quale “Biglietto da visita del Molise” dal lato ovest.
No, non fanno una bella figura Venafro e lo stesso Molise agli occhi di quanti entrano su gomma nella nostra regione dal lato ovest, ossia provenienti dal Lazio, dalla Capitale e dal resto dell’Italia centro/settentrionale. “Perché mai ?”, vi chiederete. E’ presto detto. L’ingresso da ovest a Venafro, porta occidentale del Molise, è quanto di più disordinato, incolto ed abbandonato si possa immaginare, relativamente al verde naturale!

E le responsabilità di siffatta pessima figura agli occhi dei forestieri di passaggio, avendo il venafrano ormai “fatto il callo”, l’abitudine all’ impossibile spettacolo in zona, le colpe -si scriveva- sono da dividersi equamente tra privati e Comune di Venafro. I primi, possessori di terreni e beni immobili all’ingresso ovest di Venafro lungo la Colonia Giulia all’altezza del fiume San Bartolomeo per intenderci, si guardano bene dal tagliare, ripulire e tenere in ordine il verde che circonda le loro proprietà. Verde che è cresciuto decisamente a dismisura, tanto da invadere ed imbruttire l’area piuttosto che abbellirla.

Il secondo, l’ente locale, si distingue a sua volta per la persistente assenza, la continuativa latitanza nel non curare l’ingresso ovest dell’abitato, lasciando che disordine, degrado e verde eccessivo siano così invasivi ed eccessivi da arrecare “schiaffi” enormi all’arredo cittadino ed all’intero ambiente. Il risultato del tutto è che Venafro, e conseguentemente il Molise stesso, fanno pessima mostra di se agli occhi di forestieri ed automobilisti in transito. Qual’è questo verde tanto eccessivo, incolto ed abbandonato a se stesso, vuoi dal Comune di Venafro che dai privati proprietari in zona ? Rovi a non finire, canneti foltissimi lungo il San Bartolomeo, alti d’alto fusto non potati da tempo immemorabile e tantissima vegetazione spontanea lasciata crescere e progredire a dismisura senza curarsi di tagliarla e tenere in ordine la zona.

E purtroppo, come scritto innanzi, non parliamo di aree urbane decentrate e poco frequentate bensì dell’ingresso ovest di Venafro ! Città che un tempo si pregiava a pieno titolo e merito di essere definito “Il Biglietto da Visita del Molise” dall’ingresso ovest per la sua accoglienza e bellezza naturale, e di tanto menava a giusta ragione vanto, ma che oggi per quanto appena riportato è tutt’altro ! E nessun venafrano, statene certi, su tale sconfortante riscontro sorride, anzi …






























