di Tonino Atella
Il rebus riguarda l’eliporto di Pozzilli, di cui si attende l’entrata in funzione a tutela di ambiente e salute di tutti.
C’è una margherita che si continua a sfogliare nel Venafrano. “S’inaugura, non s’inaugura … ; “E’ tutto pronto, non è tutto pronto …” ; “Atterra, non atterra …”, e così di seguito praticamente senza soluzione di continuità cercando d’individuare finalmente la risposta giusta. Di cosa trattasi ? Dell’eliporto di Pozzilli, una piattaforma per l’atterraggio di elicotteri per il servizio civile, per questioni ambientali, per problemi di natura medico/sanitaria e per il soccorso in genere realizzata lungo la provinciale che, partendo dall’85 Venafrana, s’immette da sud nell’abitato di Pozzilli. L’opera, realizzata con denaro pubblico, a prima vista appare completata e pronta per prendere a funzionare, tanto che dai primi dell’estate in corso non vi si vedono uomini e mezzi al lavoro.

Attualmente consta di un ampio rettangolo opportunamente rifinito su cui lasciar posare e partire elicotteri, di una fabbricato in legno a lato, di servizi connessi ad un eliporto e di impianto di illuminazione interno ed esterno, il tutto debitamente recintato. All’esterno poi è stato approntato un ampio parcheggio e sono stati anche tagliati tantissimi alberi d’alto fusto lungo la predetta provinciale, probabilmente per la migliore visibilità dell’intero impianto. A prima vista cioè sembra tutto ultimato e pronto per l’inaugurazione del nuovo servizio, che evidentemente però deve ancora ricevere il “visto” finale per l’apertura e finalmente per vedervi atterrare e ripartire elicotteri a servizio della collettività. Dal che la margherita iniziale del “s’inaugura, non s’inaugura”, “apre, non apre”, “atterra,non atterra”, rebus che si spera venga risolto nel breve per attrezzare il Molise occidentale di una struttura essenziale ed importante come un efficiente eliporto a disposizione della collettività.






























