di Tonino Atella

L’ importante chiesa del centro storico nel 1911 ospitò il 24enne P.Pio, che vi si recava per confessare ed intrattenere i fanciulli della parrocchia con giochi e canzoncine mariane.

Il gruppo telematico “ Megl’ a tiemp “, d’intesa col movimento popolare “I Venafrani per Venafro”, in questi giorni si sta facendo carico di una iniziativa che una volta conclusa positivamente darà lustro e giusta risonanza ad uno storico luogo di culto della Venafro Antica, la Chiesa di Sant’Antuono.Tale chiesa, si ricorsa, é importante per la storia socio/religiosa che “racconta”,ma anche per aver ospitato nel 1911 il 24enne P. Pio, da un anno sacerdote e che si recava a Sant’Antuono per confessare, intrattenendo altresì piacevolmente i fanciulli della parrocchia con giochi e canzoncine mariane.

“Megl a tiemp”, sotto la spinta di Virginia Ricci che è l’animatrice dello stesso gruppo telematico, sta facendo circolare a Venafro i fogli per sottoscrivere la petizione popolare finalizzata al rifacimento della settecentesca facciata esterna del luogo di culto in tema, facciata assolutamente rovinata e tale da richiedere con urgenza interventi di rifacimento e restauro. La stranezza inspiegabile del parziale restauro di Sant’Antuono, avvenuto al suo interno ma completamente … dimenticato per l’esterno ! Chiesa oggi bellissima ed accogliente all’interno appunto dopo i lavori di restauro, ma tutt’altro all’esterno tant’è l’impegno di “Megl a tiemp” con apposita petizione popolare.

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Al riguardo Virginia Ricci fa sapere : “ “I Venafrani per Venafro” ed il gruppo telematico “Megl a tiemp” indicono una raccolta popolare di firme per sollecitare il rifacimento della facciata della Chiesa di Sant’Antuono. I fogli per la raccolta delle firme si possono trovare presso la Dimora d’epoca Del Prete di Belmonte, nelle mani della sig.ra Dorothy Del Prete, nelle mani di tre validissimi venafrani veraci quali la signora Antonietta Cotugno, Sandro Barile e Carmine Roccia, nelle mani dei meritatissimi premiati del Vico Parasacco, in quelle di Anna e Lucia Martinelli del Bar Diamante nei pressi della Stazione Ferroviaria e in quelle di Lino Sorbo dell’omonima tabaccheria”.

La conclusione della Ricci: “Una semplice sottoscrizione  con la firma, la data di nascita ed il Comune di residenza, sperando di riuscire a far restaurare l’esterno di Sant’Antuono perché torni finalmente a nuova vita in ragione della sua storia e della sua importanza “.

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