di Tonino Atella

Il Liceo classico “Giordano” di via del Carmine sempre alle prese col palazzetto esterno polivalente non più realizzato una volta rinvenuti reperti antichi nell’area degli scavi a ridosso dell’istituto superiore.

Il nuovo anno scolastico 2021/22 è ormai alle porte, ma Venafro puntualmente continua a denunciare precise e persistenti carenze strutturali mai risolte, nonostante stiano in piedi da sempre .

Diverse le cose che mancano e a farsi per favorire la migliore crescita cognitiva delle generazioni future. Tra le tante soffermiamoci quest’oggi su una carenza enorme, datatissima e nonostante ciò mai affrontata col piglio giusto per pervenire finalmente ad adempimenti concreti e positivi a favore della numerosa classe studentesca venafrana : la realizzazione del palazzetto esterno polivalente a servizio della città e dell’indirizzo umanistico locale, alias dello storico Liceo Classico “Giordano”, ubicato nell’ex Convento Carmelitano di clausura in via del Carmine. Scuola superiore dal passato didattico eccellente, dal presente analogamente positivo, ma da sempre priva di una struttura adeguata, moderna ed efficiente dove praticare sport ed attività fisica da parte della popolazione scolastica umanistica. Nonché dove promuovere cultura ed arte in genere come musica, concerti, teatro, conferenze, dibattiti, ect. Complesso cioè, questa era la bellissima idea iniziale degli anni ‘80/’90 quando si avviò la macchina pubblica per addivenire alla realizzazione, complesso -si diceva- pensato a servizio sia del mondo scolastico cittadino e sia dell’intera collettività venafrana, attesa la mancanza di servizi adeguati alle esigenze sociali esterne. Ebbene di tutto questo, attesa la sua importanza, cosa è stato realizzato a distanza di decenni dalle prime “mosse”?

Assolutamente nulla ! Tanto che ancora oggi, terzo millennio in corso, gli studenti umanistici venafrani alla pari delle generazioni passate cresciute scolasticamente nello stesso fabbricato continuano a praticare educazione fisica e sport in genere in locali ed ambienti di fortuna nello storico fabbricato, risultando oltretutto occupati ed inutilizzabili gli spazi esterni al “Giordano” dove un tempo si svolgeva l’attività fisica per la cura di corpo e mente. Perché mai siffatta inattività in tema di realizzazioni di servizi scolastici, e particolarmente di una struttura polivalente per il liceo classico e i venafrani in genere ? E’ presto detto : appena iniziati gli scavi esterni  a sud dello storico edificio, vennero rinvenuti reperti antichi e tutto si fermò ! Sopraggiunsero esperti, studiosi, ricercatori ect. che catalogarono, recuperarono, misero il tutto in apposito contenitori, dopodiché lasciarono la zona. Ne conseguì che ogni cosa venne bloccata sul nascere, gli scavi furono interrotti, mentre sui cancelli dell’area degli scavi vennero apposti catene e lucchetti ! E da allora, ossia a vent’anni ed oltre di distanza, le cose esattamente così sono rimaste ! Tutto inesorabilmente fermato sul nascere, senza apporre la fatidica prima pietra ! Di contro però, sempre a Venafro, di realizzazioni e strutture nuove sono state realizzate ed altre sono tutt’ora in via di costruzione, previa tutela e conservazione di quanto trovato nel sottosuolo, nonostante il rinvenimento di testimonianze storiche ed antiche.

Ed allora la domanda di tanti a Venafro : “Perché questi due pesi e due misure, con scavi bloccati e mai più ripresi da decenni al”Giordano” ed invece lavori proseguiti regolarmente altrove a Venafro, previa tutela e conservazione dei reperti rinvenuti ? Perché bloccare ogni cosa al “Giordano”, lasciando invece che altrove i lavori giustamente proseguissero per non vanificare i programmi in atto di nuovi investimenti ?”. La conclusione desolante e sconfortante della vicenda del mancato palazzetto polivalente del “Giordano” : il denaro pubblico inizialmente programmato dalla Provincia di Isernia per l’opera scolastica venafrana è stato a ragione dirottato altrove, lasciando così la quarta città del Molise e la prima della provincia isernina dopo il capoluogo pentro, Venafro appunto, senza una struttura moderna e funzionale a servizio della popolazione scolastica umanistica e dell’intera collettività cittadina. Un peccato enorme, di cui i venafrani non sanno darsi ragione ! E provate a dar loro torto …

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