di Tonino Atella
Certe volte determinate azioni umane restano assolutamente inspiegabili ! Si prenda quanto avvenuto in maniera scriteriata dinanzi all’ufficio postale di Venafro nella scorsa primavera con la dissennata ed illogica potatura dell’unico albero spontaneamente nato e cresciuto giusto all’ingresso della sede postale cittadina di Piazza D’Acquisto che, mentre distribuiva ossigeno assorbendo anidride carbonica, elargiva anche tantissima ombra ristoratrice, assolutamente gradita a quanti attendevano ed attendono il loro turno per accedere agli sportelli, restando al di fuori dell’ufficio stante le misure preventive anticovid.

O anche riparo, ombra e ristoro a tutti gli altri utenti di Poste Italiane in attesa di prelevare dal BancoPosta, servizio installato all’esterno della sede e come tale da esporre i cittadini a vento, pioggia o sole a seconda le stagioni. Ebbene la discutibilissima potatura del verde in questione, tanto criticata dalla gran parte dei venafrani, ha ridotto a ben poca cosa la vita vegetale in questione, come del resto le eloquenti foto allegate mostrano. Oggi, del verde, dell’ombra e delle qualità positive di un tempo, restano praticamente solo ricordi, visto lo stato attuale dell’albero ! Di tale vita vegetale in effetti è rimasto in piedi ben poco. Esattamente appena il tronco centrale spoglio di verde e con alla base i polloni che appunto sono parte di pianta legnosa sotto forma di ramo che si sviluppa ai piedi di un albero potato. Verde praticamente sparito e di riflesso sole ad inondare a josa quanti sono in attesa all’esterno di Poste Italiane a Venafro !

Un risultato nient’affatto gradito ad un solo venafrano, tanto che il coro generale cittadino suona oggi pressappoco così : “Chi aveva autorizzato siffatta illogica potatura dinanzi a Poste Italiane a Venafro ? E poi, in corso d’opera, visto quanto si stava combinando, nessuno di Poste Italiane di Venafro si è sentito in dovere d’intervenire a tutela del ”povero” albero e dei diritti dei venafrani in quanto ad ombra ed ossigeno, fermando motoseghe ed uomini protagonisti dello scempio ? Che gran peccato e che gran bruttura quanto avvenuto dinanzi alle poste venafrane !”. Ed oggi, a datato scempio avvenuto e non fermato per tempo, si pagano le triste conseguenze di certe leggerezze dell’uomo : utenti postali costretti infatti a restare in attesa per tempi illimitati, sotto il sole e con temperature altissime all’esterno di Poste Italiane di Venafro, privati anche del salutare ossigeno che prima l’albero “decapitato e mal ridotto” distribuiva a 360° ! Ovvia la contrarietà unanime, tra l’altro giustificatissima ed assai motivata ! Ci chiediamo : è così che devono andare le cose ? No, assolutamente, per carità di Dio !






























