di Giovanni Minicozzi
Circa tre anni di manifesta attività di “sabotaggio” contro le decisioni dell’ex commissario straordinario Angelo Giustini ma ora il neo commissario Donato Toma promette soluzioni rapide per risolvere la grave emergenza sanitaria.
Il pareggio dei conti entro sei mesi, assunzioni di medici e infermieri, riqualificazione della medicina territoriale, riorganizzazione della rete ospedaliera con il Cardarelli di Campobasso Dea di secondo livello mentre il S.Timoteo di Termoli e il Veneziale di Isernia torneranno Dea di primo livello.
Queste sono le promesse sbandierate dal neo commissario ma i dubbi restano e spiego il perché .
In particolare il sospirato pareggio dei conti e la conseguente fuoriuscita dal piano di rientro – secondo quanto dichiarato da Toma – sarà possibile grazie allo sblocco di 30 milioni di premialita’ relative agli anni 2015÷2017 ma in cambio la Regione dovrà restituire a rate oltre 13 milioni di euro di tasse pagate dai molisani per addizionali Irap e Irpef mai versate nelle casse della sanità.
Peraltro, nonostante le reiterate richieste di Giustini, la Regione ha fatto sempre orecchie da mercante e non ha mai restituito il malloppo.
In realtà le premialita’ bloccate dal ministero – secondo quanto denunciato dall’ex commissario Angelo Giustini alla Procura della Corte dei conti – ammontano a 60 milioni di euro e le tasse pagate dai molisani e trattenute dalla Regione ammontano a oltre 27 milioni di euro.
Verosimilmente in mancanza di un piano di rientro dell’intera somma il ministero riconosce solo la metà dei 60 milioni di euro trattenuti per inadempienza della Regione che non basteranno a ripianare il deficit.
Intanto il commissario Toma continua a lavarsi le mani sulla gestione della pandemia (che ha causato circa 500 decessi), sulla mancanza di un Covid Hospital – che potrebbe determinare drammatiche criticità nel caso di un acuirsi della pandemia – e sul giallo dei posti letto destinati alla terapia intensiva per i quali sono in corso le indagini della Procura di Campobasso.
Egregio Presidente, le promesse non bastano per ridare ai molisani il sacrosanto diritto alla salute ma occorre agire con urgenza e con competenza per evitare il peggio.






























