di Aida Trentalance

Che all’edificio del Cardarelli non sia stata fatta neppure l’ordinaria manutenzione è faccenda nota a tutti da anni. Forse quello che è meno noto è che il Presidente e Commissario Frattura, nella fase in cui fresco di nomina ancora non aveva chiarezza su come avrebbe dovuto operare per la ristrutturazione sanitaria ( cioè mettere al centro del Piano Sanitario gli interessi del Privato Sanitario) aveva incaricato i tecnici di progettare la messa in sicurezza sismica del Cardarelli. Il costo allora previsto era di 20 milioni di euro, già reperiti e disponibili. Per questo intervenne la Ministra Lorenzin, inviata dal Governo e dal Vaticano per intimare al nostro Presidente e Commissario che il suo compito era mettere in sicurezza e rilanciare la struttura privata che allora si chiamava Giovanni Paolo secondo. Ne discese che il direttore Asrem di allora, ben diverso dall’attuale Florenzano, si dimise, adducendo motivi personali, mentre il Piano Frattura fu incostituzionalmente trasformato in legge dello Stato e quindi blindato rispetto ai ricorsi, nonostante non fosse stato mai definitivamente approvato dal tavolo tecnico. In seguito sempre il Presidente Commissario Frattura non a caso, sempre sull’onda della questione della vulnerabilità sismica, rispolverata ad hoc, consegnò 15 dei milioni del Patto per l’Italia che toccavano al Molise alla Fondazione Giovanni Paolo Secondo, per la loro edilizia sanitaria, che sarebbe stata anche nostra, in seguito, perché il Cardarelli non avrebbe pagato l’affitto per i canonici 99 anni. Adesso la vulnerabilità sismica del Cardarelli, guarda caso, viene tirata in ballo di nuovo e Ministro e Sottosegretario non ci mettono la faccia. La faccia ce la mette il Presidente Commissario Toma che, guarda sempre il caso, a suo dire ha avuto approvato il Piano in 15 giorni. E che dice quel Piano? Che nessun ospedale pubblico avrà più la specialistica: andrà tutta al privato. Ecco perché sta crollando il Cardarelli, proprIo adesso. Mentre prima il capo della protezione civile, essendo all’oscuro di tutto, faceva progettare una Torre COVID su un edificio non in sicurezza e con un progetto irrealizzabile. Questo perché gli “ottimi” tecnici locali nonché quelli più autorevoli del Ministero Salute hanno ribadito che il Vietri non era idoneo per il COVID , ed hanno aggiunto che anche il Vietri è a rischio sismico, guarda caso. Speriamo che i pesci non abbocchino e non si perdano in guerre tra territori.

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