Sulla sanità si sta consumando l’ultimo scontro di una legislatura regionale che ormai volge al termine.

Scontro che ormai inizia a coinvolgere anche chi fino ad oggi ha tenuto in vita Donato Toma e la sua Giunta.

Non è un segreto che già martedì scorso, a microfoni spenti, il vice presidente del Consiglio Gianluca Cefaratti gliele ha cantate e suonate al governatore del Molise che da agosto è anche commissario ad acta della sanità. Il tema dello scontro era proprio il Piano Operativo Sanitario firmato da Toma. Cefaratti non ci sta a passare per una capra piazzata al seguito di Toma. Non ha alcuna intenzione di essere considerato solo per alzare la mano in Consiglio regionale e votare ciò che fa comodo al presidente della Regione Molise. Voleva essere messo a conoscenza dell’atto sanitario programmatico, quello su cui c’è scritta come sarà organizzata la rete ospedaliera del Molise e quali saranno  reparti e i servizi presenti negli ospedali.

E se il POS 2019-2021 ha avuto questo effetto su Cefaratti, figuriamoci l’ira di Michele Iorio a cui è bastata aprire quelle 185 pagine, dare uno sguardo veloce, per poter affermare con certezza: “Toma sta portando alla chiusura l’ospedale di Isernia e quello di Termoli. Sta riportando l’ospedale di Campobasso a più di 50 anni fa, sta aumentando la mobilità passiva”. In sintesi è questo il succo di una conferenza stampa che l’ex presidente della Regione Molise ha tenuto a Palazzo D’Aimmo di Campobasso per smentire le “bugie istituzionali” di Donato Toma. “Prima vuol passare per Nembo Kid – dice Iorio – poi smentisce quello che ha firmato dicendo che era il Piano operativo di Giustini”. Insomma, secondo Iorio non si può stare dietro a chi smentisce sé stesso dopo 12 ore. Un po’ come la Calenda quando firmò la sfiducia a Toma e la ritirò dopo 60 minuti. Iorio si presenta con il documento sotto al braccio e dimostra, sfogliandolo pagina per pagina. In un’aula attenta alle spiegazioni di chi ci capisce di sanità, risponde alle domande che riportano anche la versione di Toma. E lui, Iorio, lì che smonta quelle “bugie”. Ricorda a Toma che non può non conoscere la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il POS di Frattura, non può non sapere che l’atto che ha firmato è incostituzionale perché non rispetta quanto stabilito dalla Corte nel 2020. Un anno fa, mica 10. E gli ricorda che non tenere presente una sentenza, incappare nello stesso errore, “è reato. Penale e contabile”. Dimentica il Covid nella rete ospedaliera “perché il Molise non ha un piano Covid. Come si fa a dimenticare un aspetto tanto importante dopo gli oltre 500 morti avuti in regione?” si chiede.

Definisce il POS di Toma “il libro dei cattivi sogni”, gli ricorda che sta seguendo le orme di Frattura. Tanto da indire una conferenza stampa e raccontare a tutti che ci saranno “oltre 900 assunzioni in sanità”. Peccato che la stessa conferenza stampa la fece anche Frattura ad ottobre del 2017 dicendo la stessa cosa.

Annuncia battaglia. E considerando la caparbietà e la tenacia di Iorio, siamo certi che Toma avrà il fiato sul collo.

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