Fatti recenti venafrani che stanno facendo “parlare” un sacco la collettività del posto ! Ovviamente ora con larghi ma amari sorrisi di ironia stampati sul volto ora invece con grossi mugugni di contrarietà. Partiamo proprio da quest’ultimi, i mugugni. Riguardano i criteri adottati dal Comune di Venafro relativamente alla possibilità o meno di fruire dei cosiddetti “bonus facciate”, ossia gl’interventi edili su abitazioni private con sgravi del 90% dei costi. Una “tombola” ovviamente da tanti fruita e sfruttata, ma non da tutti purtroppo ! Perché mai la parzialità della soddisfazione popolare ?

Detto che il bonus è utilizzabile solo nelle zone A e B del PRG, il Comune di Venafro ha proceduto all’assimilazione solo di alcune parti della zona C di espansione in modo da consentire anche a queste ultime di fruire del bonus, escludendo tutte le altre in base alla superficie fondiaria occupata ed alle volumetrie edificate. Ciò ha creato e sta creando per l’appunto mugugni e tanta disapprovazione, contrarietà popolare ! Sarebbe stato diverso, a detta di chi è addentro alla materia, se il Comune avesse proceduto all’assimilazione dell’intera zona C alla zona B, considerato che la sua superficie globalmente coperta oltrepassa il 90 % e che le volumetrie edificate sono ampiamente superiori ai parametri di legge. Siffatta adozione di parzialità, come scritto, non ha affatto suscitato sorrisi di soddisfazione ma tutt’altro, indispettendo ed indisponendo un sacco ! Sta invece facendo sorridere tanto, ma con abbondante ed amara ironia, altro adempimento della giunta comunale sempre di Venafro.

L’organismo amministrativo ha appena deliberato all’unanimità d’individuare all’interno di un’attività di ristorazione della città la possibile sede per l’espletamento dei matrimoni civili ! Chiarito che la legge prevede tanto, va altresì sottolineato che il legislatore a ragione ha sì individuato in strutture private la potenziale sede di matrimoni civili, fermo restando che siano di rilevanza culturale, sociale, artistica, storica e civile. Non sono trascorse settimane, giusto per dire, che si è appena partecipati ad un matrimonio civile di venafrani tenutosi nella stupenda cornice del Castello Pignatelli di Monteroduni, sede socio/artistico/storico/culturale di altissimo ed unanimemente riconosciuto pregio. Ma con tutto il rispetto per Monteroduni ed altre località altrettanto degne e meritevoli, certamente Venafro è a sua volta attrezzata per tanto. Si pensi al Castello Pandone, alla Palazzina Liberty ed alla stessa sede municipale di piazza Vittorio Veneto con l’accogliente e suggestiva “Antica Taverna”, nonché alla stessa sala consiliare sino ad ieri l’altro sede continuativa e condivisa di tante unione civili pregresse. No ! Ecco venir fuori la strana idea del matrimonio civile anche in una struttura cittadina di ristorazione ! Chiarito che il titolare della stessa è grande lavoratore, persona degnissima e capace negli anni di realizzare assieme ai suoi un complesso recettivo di assoluto pregio e riguardo, tant’è la più che soddisfacente frequentazione popolare, resta la particolarità, la stranezza della scelta da parte del Comune : d’ora innanzi matrimoni civili a Venafro anche in un sito di ristorazione, nonostante la larga offerta alternativa in città con tanto di pregi storico/artistico/culturali così come il legislatore chiede ! E così più di qualcuno a Venafro è rimasto stranito e basìto per l’insolita delibera dell’esecutivo municipale in materia di matrimoni civili, mentre pensieri e giudizi hanno preso a girare a go/go, suscitando tanta ilarità, frammista ad amara ironia ! Non c’è da fare ! Si vivono tempi nuovi e conseguentemente si sentono ogni giorno novità : talune ben accette e condivise, altre meno ! Benedetto terzo millennio sta proprio stravolgendo tutto e tutti ! Speriamo, per il bene collettivo, sempre in bene e in meglio, anche se certi “incidenti di percorso” fanno dire e pensare tutt’altro!






























