di Massimiliano Scarabeo
Ermanno Mattioli (1906-1980) maestro elementare di Pola, arrestato dall ‘OZNA, nel carcere di Kocevje nell’agosto del 1945 raccolse un agghiacciante testimonianza dell’ingegnere minerario Peter Bogdan, suo compagno di cella:
“…Come già sai sono ingegnere minerario, lavoravo e vivevo felice insieme alla mia famiglia sicché una sera di maggio, un operaio del cantiere che solevo rimproverare per scarsa attitudine e serietà, minacciandolo di licenziamento, si presentò- insieme ad altri armati- alla mia porta. Senza pronumziare parola ci strinsero i polsi con filo elettrico e tutti -io i miei figli e mia moglie Ljuba- ci portarono via. Camminammo per ore, con i bambini che, terrorizzati, piangevano e tentavano di abbracciare la madre, venendo sospinti brutalmente in avanti, tant’è che, cercando di intervenire, ottenni un pugno in faccia. Vedendo il muso sanguinante I due bambini, piccoli, capirono e camminarono silenzisamente, interrotto solo dai singulti del pianto e dalla paura. Saliti sul camioncino ci portarono poi in altra località ove -rinchiusi in un casolare con finestre oscurate- ci sbatterono dentro prima però di distaccarci dai piccoli che furono rinchiusi in altra stanza. Rimanemmo legati e al chiuso per quasi una settimana, poi, un giorno, si spalancò la porta; un partigiano portava con se due piatti traboccanti di gnocchi con pezzettoni di carne sui quali ci avvinghiammo , visto che era da tempo che non si mangiava. Mangiammo con frenesia e, finiti di consumare e legati nuovamente, entrò un altra partigiana che portava con se un vassoio coperto…” a questo punto il sig. Bogdan singhiozza, stenta a parlare preso da una subitanea balbuzie, continua appena ripresosi : ” su quel vassoio stava la testolina bionda del mio piccolo Mirko, del mio adorato figliuolo; mia moglie alla vista, e comprensione di quello che aveva ingurgitato, urlò di pazzia finendo svenuta. Si riebbe che divenne pazza ma, almeno, la vita fu cordiale con lei, venendo a morire pochi giorni dopo accanto a me, senza che potessi darle aiuto. Da quella casetta, poi, fui spostato qui al carcere di Kocevje in cui tutt’ora lei mi trova…”.
Che la terra sia lieve a quelle povere (e piccole) anime!
🇮🇹Ma.S.🇮🇹
Dell’antologia del Dott.Stella “Combattenti senza onore” ed. 2021






























