di Giovanni Minicozzi

Il piano operativo 2019/2021 approvato dai ministeri e dal commissario ad acta Donato Toma  peggiora  di molto l’offerta sanitaria molisana. Le reazioni negative e le proteste sono pressoché totali e coinvolgono la stragrande maggioranza dei cittadini.

Fino ad ora hanno dichiarato la loro contrarietà i sindacati Cgil, Cisl, Uil,  Fials e Usb nonché i comitati che da sempre difendono la sanità pubblica come il Forum guidato dal prof. Italo Testa, “Cacciamoli”  di Emilio Izzo,  il Pro-Cardarelli, il Pro-Vietri, il Pro- SS Rosario,  il cittadino c’è  e così via. Sul versante politico c’è molta attesa per la riunione del consiglio regionale che discuterà proprio di piano operativo,  riunione chiesta dai consiglieri del M5S e del Pd fissata per lunedì prossimo.

Per l’occasione i vertici della Cgil saranno presenti davanti Palazzo D’Aimmo e terranno una conferenza stampa per illustrare la loro idea di sanità. Non mancheranno diversi cittadini che hanno deciso di presenziare i lavori dell’aula. Intanto i rappresentanti del M5S, del Pd  e di Fratelli d’Italia Aida Romagnuolo e Michele Iorio annunciano battaglia in aula finalizzata alla modifica o, addirittura, alla revoca in autotutela del pos.

In caso contrario alcuni esponenti politici  sono pronti ad impugnare il piano per incostituzionalità davanti alla Suprema Corte. I numeri però sono a favore del commissario Toma che  può contare sui soliti  11 voti mentre gli oppositori si fermano a 10 a meno che,  come si sussurra nei Palazzi, alcuni consiglieri di maggioranza decidano di schierarsi in favore della Prussia e non del suo Re,  ovvero in difesa dei molisani e non di Toma.

In tal caso diventa verosimile che la maggioranza risicata  pur di  evitare l’ennesima sconfitta potrebbe aderire alla mozione delle minoranze. In tal caso il documento passarebbe all’unanimità con il voto dello stesso Toma e dei suoi seguaci. Questa sarebbe la peggiore soluzione poiché quella mozione diventerebbe “carta straccia” per il commissario e nulla cambierebbe nella sanità molisana.

Da notare infine il clamoroso silenzio dei sindaci i quali nulla hanno detto, fino ad ora, su un piano sanitario imposto da Roma e firmato da Toma che affossa ancora di più il sistema sanitario regionale.

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