di Kentucky Fried Chicken

Ricordate l’articolo di ieri? Puoi rileggerlo qui

Partiamo proprio da dove ci eravamo lasciati ieri.

Melogli vuole l’apparentamento ufficiale e, nella mattinata di ieri, finalmente si è deciso a chiamare il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro. Si sono parlati e si sono incontrati.

Bene, dirà il popolo di centrodestra, speranzoso che finalmente si sia intrapresa la strada che conduce alla riappacificazione. In realtà così non è, anzi. Infatti è lo stesso Gabriele Melogli a indicare in maniera velata ma chiara alle orecchie di un ascoltatore attento, quanto accaduto durante l’incontro; nel confronto tra l’avvocato petrolio e l’ingegnere nucleare con residenza ad Assisi andato in onda nella serata di ieri in una nota emittente locale, il leader della coalizione a marchio Toma dice che ‘i matrimoni si fanno in due’ mentre ‘per andare a convivere non serve sposarsi’.

Proviamo a tradurlo dal politichese.

In effetti l’incontro c’è stato e Melogli ha provato a convincere Di Sandro, ma cosa ha portato ‘in dote’? Nulla o poco più, perché tanto era in potere di offrire. Ma sul piatto della bilancia non può esserci solo un accordo sulla composizione della futura giunta pentra perché, diciamocelo chiaramente, la posta in gioco è molto più alta e solo uno stolto può non capirlo.

Isernia da sempre è stata crocevia, e oggi lo è anche per la politica regionale: fu Isernia a far vincere Toma, sarà Isernia a deciderne il futuro. Chi vincerà il ballottaggio non solo amministrerà il capoluogo di provincia per i prossimi 5 anni, ma si prenderà anche la presidenza della Provincia e, a seguire, il governo regionale.

Quindi non si può parlare solo di Isernia essendoci in gioco il futuro della Regione.

Questo lo sa benissimo Gabriele Melogli, come lo sa altrettanto bene Filoteo Di Sandro. Chi sembra ancora una volta ignorare Isernia e la sua influenza è il forzista Donato Toma, ammaliato dai gorgoglii di Roberto Di Baggio e dalle lusinghe di Annaelsa Tartaglione.

Senza apparentamento e accordo di larghe intese, il caro Gabry dovrà rassegnarsi a perdere il ballottaggio senza neanche aver tentato di vincere. Non perché Fratelli d’Italia possa mai dare indicazione ai suoi fedelissimi di votare e far votare Piero Castrataro, bensì perché il popolo isernino è stanco di essere preso in giro e non perdonerà lo stolto.

Mancano poche ore per sapere se l’apparentamento ufficiale ci sarà e se dobbiamo sbilanciarci con un pronostico ribadiamo quanto detto qualche rigo più su: solo uno stolto non può comprenderne l’importanza, quindi l’apparentamento non ci sarà.

A urne chiuse, quando lo spoglio sancirà la vittoria del centrosinistra, a Palazzo D’aimmo al passaggio del Presidente Toma tutti esclameranno “Ecco Donato, lo stolto che credeva di aver ucciso Filoteo!”.

Articolo precedentePIANO SANITARIO, IL COLPEVOLE RITARDO DEI SINDACI
Articolo successivoMeteo: previsioni del tempo per il giorno 09/10/2021