di Tonino Atella
Con la minaccia pandemica che si spera sia in fase di superamento grazie alla responsabilità di tanti, seppure non di tutti … (!), si pensa a ripartire alla grande, riproponendo attività e manifestazioni sociali che hanno fatto parte del passato recente di ciascuno di noi in quanto frutto di cultura, storia e tradizioni popolari. Tra siffatti appuntamenti, un posto di tutto rilievo merita certamente il Carnevale, espressione tipica dell’animo e della mente umani, per natura portati a sorridere, divertirsi e far divertire. Un momento di gioiosa ed intelligente evasione, il Carnevale storico delle nostre parti, che socializzava un sacco e coinvolgeva praticamente tutti. Poi, prima l’avvio del terzo millennio con le sue tante “distrazioni” e quindi la minaccia pandemica hanno cambiato in profondità mentalità ed abitudini dei più, sino purtroppo a cancellare e mettere all’angolo, addirittura nel dimenticatoio, il gioioso e coinvolgente Carnevale storico dei nostri avi. Un appuntamento, il Carnevale dei decenni andati, che era invece genuina festa popolare, capace di trascinare, coinvolgere e “prendere” tutti, perché si ridesse e ci si divertisse di gusto con le sane abitudini delle generazioni trascorse, che facevano del Carnevale l’occasione propizia per gioire in tutta serenità e piena convinzione. Ebbene a Venafro si sta pensando di riproporre siffatte positività socio/culturali delle storiche maschere carnevalesche cittadine, celebrandone una in particolare : la storica ed assai coinvolgente “Follia”.

Trattasi della rinomata “Diva dei banchetti, -come recita il testo di fine ‘800, scritto da Francesco Reglieri, musicato da Don Raffaele Criscuolo e che nel 1983 sotto la spinta della Pro Loco di Venafro del tempo si avvalse della ricostruzione musicale e dell’arrangiamento del prof. Benigno Migliarino – Lei che per la via spande i fiori ed i confetti. Visi brutti, visi belli, vecchi, giovani e bambini, giù, levatevi i cappelli, sprofondatevi in inchini !”. E lei, La Follia, tale perché capace di far fare follie data la sua naturale e prorompente bellezza, che ballava, cantava, sorrideva e gioiva per il “calore”, per “il fuoco” che spandeva tutt’intorno, catturando praticamente tutti – dai giovani ai vecchi, dai belli ai brutti – che folleggiavano per lei, “ardendo” di passione ! Questo e tant’altro era sino a qualche decennio addietro “La Follia” di Venafro, rappresentata da un gruppo musicale/mascherato con costumi di fine ‘800 forte di 20/30 persone d’ambo i sessi e di tutte le età per attraversare in lungo e in largo la città, cantando e coinvolgendo in nome della prorompente bellezza de “La Follia”, donna capace di far fare pazzie ! A tanto si sta ripensando a Venafro per riproporlo in tutta la sua coinvolgente bellezza il prossimo primo marzo, ossia per il Carnevale 2022, quale significativo segnale di ripresa e ripartenza dopo gli anni bui delle paure e dei timori da covid. Ed auguriamoci che tanto avvenga per riportare dappertutto la gioia e la serenità momentaneamente smarrite.






























