di Tonino Atella

Lo scrive il Commissario Liquidatore dell’Iacp pentro in riferimento a precedente articolo di questa testata relativo all’immobile popolare di via Flacco realizzato da anni a Venafro ma sempre chiuso e non assegnato.

“Pomo” della questione dalla vasta portata sociale, tant’è le diverse centinaia di visualizzazioni  di quanto riportato da questa testata evidentemente da parte di chi attende da anni a Venafro l’assegnazione di nuovi alloggi popolari per una vita diversa e maggiormente decorosa per se e famiglia, “pomo” del contendere -se tanto è lecito dire- è il bellissimo immobile di edilizia economico/popolare che si ammira nelle foto allegate ed ultimato da tant’anni in via Flacco a Venafro senza addivenire alla sua assegnazione agli aventi diritto -da troppi anni in paziente, civile e composta attesa- delle decine di alloggi al suo interno, lasciando così la  costruzione in balìa del dannoso non/utilizzo e soprattutto di possibili azioni vandaliche da parte di sconosciuti.  Ebbene sulla “quaestio” è intervenuto l’Iacp di Isernia che a firma del proprio Commissario Liquidatore ha fatto pervenire in redazione una nota dalla quale stralciando si legge “… Occorre precisare che tale immobile non è di proprietà dell’Iacp di Isernia il quale non ha e non potrebbe avere titolo ad operare sugli alloggi ivi presenti, pertanto alcuna responsabilità può essere ascritta allo scrivente per la descritta assegnazione degli alloggi …”. Ed ancora : “ … L’assegnazione è effettuata dal Sindaco del Comune territorialmente competente pertanto anche per immobili di proprietà Iacp, sarebbe comunque competenza del Comune pubblicare un bando per la formazione di una graduatoria degli aventi diritto e lo lacp entrerebbe in scena solo a seguito della notifica del decreto sindacale di assegnazione, esclusivamente per consegnare materialmente le chiavi dell’immobile e stipulare il contratto di locazione …”. In chiusura sempre il Commissario Liquidatore dell’Istituto pentro : “ … Va quindi precisato che alcuna responsabilità può essere ascritta allo Iacp di Isernia non avendo lo stesso alcun titolo sullo stabile indicato”. Ergo, “la patata bollente” della mancata assegnazione degli alloggi in tale stabile di via Flacco a Venafro è nelle mani del Comune di Venafro che per motivazioni mai ufficialmente rese note, e che se si ritiene saremo ben lieti di ospitare al fine di fare definitiva chiarezza sull’argomento e soprattutto di addivenire finalmente all’apertura ed assegnazione degli alloggi in questione,         continua a non dare (o a non poter dare) concretezza agli adempimenti propedeutici all’assegnazione e quindi all’utilizzo sociale dello stabile. Utilizzo che resta la finalità unica dell’intervento di questa testata in materia di assegnazione degli alloggi popolari disponibili a Venafro. Perché né al nostro organo d’informazione né tanto meno agli aventi diritto alle nuove sistemazioni abitative -e da anni, è bene ribadirlo, in civile attesa- interessa se sia questi o quell’altro delle diverse istituzioni pubbliche il responsabile dei ritardi pluriennali. No, assolutamente ! Primaria è l’ultimazione delle procedure attuative perché l’immobile apra i battenti e venga una buona volta assegnato ! In chiusura, e passando ad altro ma sempre in tema di alloggi popolari a Venafro questa volta però assegnati, vuoti e non utilizzati, sia consentito rivolgerci ancora all’Iacp isernino perché chiarisca altrettanto ufficialmente -se ritiene, sempre su questa testata che volentieri ospiterà- di chi la competenza di tornare in possesso di alloggi popolari assegnati, vuoti e non utilizzati. Tanto era stato segnalato anche nello stesso precedente articolo sul tema delle case popolari a Venafro, ma l’Istituto pentro ha ritenuto di soffermarsi esclusivamente sulla questione di cui innanzi, senza entrare nel merito di tale ultima faccenda. La quale è altrettanto decisiva ed importante sotto il profilo sociale perché, mentre qualche alloggio assegnato anni addietro è sempre chiuso ed inutilizzato dagli storici assegnatari, ci sono tante famiglie che continuano a restare in attesa di un loro diritto primario, ossia la casa ! Ergo, occorre chiarezza piena anche su tale determinante aspetto, rimuovendo finalmente le evidenti ingiustizie, o contraddizioni se si preferisce, in atto.

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