di Tonino Atella

Una sorta di “Museo … sotto le stelle”, inusuale sotto tanti aspetti e come tale da valorizzare.

La ricchezza storico/documentaria di Venafro è notoria. Soprattutto dell’epoca romana la città è ricca. Ma numerose sono anche le testimonianze di tempi diversi incise su pietra che fanno bella mostra di se nell’abitato urbano. Già, siffatti pregi storici non sono esposti -come sarebbe più naturale- nel Museo Nazionale di S. Chiara di cui Venafro si fregia, bensì disseminati un po’ ovunque nel centro cittadino e murati sulle facciate esterne di abitazioni e edifici privati ! In parole povere siffatte importanti testimonianze storico/documentarie venafrane sono state utilizzate nei periodi andati per costruire case, alzare muri, rifinire facciate e roba simile, senza rimuoverle, catalogarle ed esporle a S. Chiara per la gioia di studiosi e visitatori.

Questo, pensiamo, avrebbe tra l’altro fatto lievitare il numero di coloro che accedono a tale Museo, ad onor del vero non tanto frequentato nonostante la ricchezza di quanto custodisce e presenta, in primis statue e capitelli di epoca dell’Antica Roma, l’eccezionale Venere di Venafro, gli scacchi del IX secolo (i più antichi d’Europa !) ed altro ancora. Ed allora soffermiamoci quest’oggi su talune antiche testimonianze murate all’esterno di case e strutture private venafrane. All’imbocco di via Redenzione, l’ascesa che dal rione Mercato sale al quartiere Colle, è possibile leggere all’esterno di un’abitazione l’iscrizione incisa su pietra che attesta la pestilenza che investì Venafro nel 1.500 procurando ben 1.200 morti, ossia la metà della popolazione venafrana dell’epoca. Sulla stessa strada, poco più avanti sulla destra, fa bella mostra di se una pietra antica artisticamente lavorata e dai fregi meravigliosi.

Sempre al rione Mercato, alla base della Torre Medievale sul lato dell’ex proprietà Armieri oggi sede di uffici comunali, c’è altra pietra su cui é inciso un gioco, un passatempo popolare dei tempi che furono, il cosiddetto “tris”. Sul centrale Corso Campano invece ci s’imbatte in altra iscrizione di epoca romana, anch’essa murata all’esterno di struttura privata e lì rimasta senza venire rimossa. Ed ancora : su Corso Lucenteforte, poco prima del laghetto, all’esterno di un palazzo sulla sinistra è visibile altra pietra storica finemente lavorata.

E chiudiamo tale breve carrellata di questa sorta di “Museo … sotto le stelle”  addirittura con la statua probabilmente di epoca romana murata all’esterno di un’abitazione poco distante dalla storica Chiesa di Sant’Antuono, statua che sporge a metà lungo la parete esterna dell’immobile, quasi a finire in strada ! Quanti passano, guardano meravigliati e sorpresi fanno, “Ma perché non rimuoverla ed esporla a Santa Chiara in modo che tutti possano ammirarla e fruirne ?”. Niente, la statua e tutto il resto è sempre murato esternamente su edifici privati di Venafro senza che si muova foglia … ! Certo, se proprio non s’intende o non si può rimuovere alcunché, è alla fin fine simpatica ed interessante l’idea di questa sorta di “Museo … sotto le stelle” in atto a Venafro, ma allora si cataloghi il tutto, offrendo a visitatori, studiosi ed appassionati le dettagliate informazioni necessarie a valorizzare e far conoscere appieno tale vasto patrimonio dell’inusuale “Museo … sotto le stelle” di Venafro, città che non finisce mai di stupire.

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