di Kentucky Fried Chicken

Avremmo voluto restare in silenzio per un po’, giusto il tempo necessario per consentire alla nuova giunta pentra di ultimare il rodaggio, per poi iniziare a giudicare, nel bene e nel male, l’operato degli illuminati. Purtroppo però ci sono cose sulle quali non riusciamo a tacere e, ob torto collo, ci sentiamo in dovere di intervenire.

In campagna elettorale, la comunicazione è stata l’arma in più della squadra guidata da Piero Castrataro, che proprio sul dialogo e sulla trasparenza, ha “venduto” la propria immagine all’elettorato, che gli ha creduto e li ha premiati. Una volta saliti al potere però qualcosa è cambiato, si è inceppato per non dire rotto. Si è iniziato a lavorare in silenzio, nel chiuso delle stanze, senza perseguire l’archetipo sul quale avevano costruito l’immagine da copertina del “nuovo” che si contrappone al “vecchio”.

Così scopriamo con una foto su facebook, che due assessori e un consigliere stanno lavorando agli eventi natalizi rinchiusi in uno studio privato e senza coinvolgere gli stakeholder, ma qualche giorno dopo gli stessi stakeholder comunicano di essere riferimento per il noleggio delle casette che si posizioneranno nel centro storico, seppure le casette sono in uso alla Proloco cittadina che dovrebbe, come ha sempre fatto, assegnarle attraverso un bando che garantirebbe equità tra i richiedenti. Ma le anomalie non si limitano a questo, infatti non risulta da nessuna parte che l’amministrazione abbia dato un qualsivoglia indirizzo per l’organizzazione degli eventi. Inoltre anche i bambini sanno che le casette non sono mobili, dunque vanno installate e lasciate nel medesimo posto, soprattutto per i costi di montaggio/smontaggio e trasporto che le caratterizzano. Quindi se il miglior cervello che il Sindaco Castrataro ha individuato per ricoprire il ruolo di Assessore alla Cultura e all’organizzazione eventi, decide (ma solo a parole) di organizzare il mercatino nel centro storico, siamo molto curiosi di comprendere come si comporterà con il mercato locale del giovedì e del sabato.

Dilettantismo allo stato puro, non di quello ingenuo di chi si presenta in punta di piedi e con tanta umiltà a ricoprire un ruolo in giunta, ma quello spocchioso di un assicuratore senza esperienza che si trova lì come ‘tecnico’, ergo “esperto”, del settore eventi. Ridicolo lui e ancora di più chi lo ha scelto sulla base delle competenze, a meno che non si voglia considerate competenza un rapporto di amicizia di vecchia data.

State tranquilli, il Natale è salvo, qualcosa si farà e si farà seguendo la scia di chi li ha preceduti – fonti a noi vicine ci garantiscono che l’ex Assessore alla cultura è stato già più volte contattato –, perché se non hai una tua idea, un tuo progetto, una tua visione, devi per forza scopiazzare qualcuno. Ci chiediamo se nel copiare il vecchio, che tanto male a loro dire aveva fatto nel passato, abbiano valutato anche un fattore che ha modificato le nostre vite negli ultimi due anni o poco meno: lo Stato di Emergenza da Pandemia COVID-19.

Non stiamo esagerando e non è nostra intenzione creare allarmismi. Partiamo però da alcune certezze per mettere in correlazione il Natale e la Pandemia.

Il Natale è la festa dei bambini, la città si illumina e si anima per loro. E questo è vero tanto quanto è vero che, a 27 giorni dall’Immacolata Concezione (che da inizio alle festività natalizie), i casi di positività in città sono in aumento, e lo sono soprattutto tra i bambini. Molte classi sono in DAD, ma questo non lo sapete perché, anche da parte dell’Assessore ‘tecnico’ con delega all’Istruzione, c’è stato un blackout comunicativo.

Ci saremmo aspettati una maggiore attenzione sul tema, sia per le premesse della campagna elettorale di cui abbiamo parlato in apertura, sia perché anche questa delega è stata affidata ad un “esperto”. Forse anche qui l’esperienza era legata più ad un rapporto di stima personale che a una valutazione meritocratica dei curricula.

Ma torniamo al Natale. Quanto alto è il rischio che si vada in incontro a delle forti restrizioni nel periodo natalizio? Questo un assicuratore dovrebbe saperlo, e sulla base della valutazione del rischio dovrebbe parimenti decidere quanto denaro pubblico investire sul Natale. Molto se il rischio è basso, moto meno se il rischio è alto.

Purtroppo però ci troviamo davanti a degli incapaci ed arroganti, e questo li rende pericolosi.

“Però sono ‘bravi  ragazzi’!” Ripete il popolo. Vero, com’è vero che lo erano anche i loro predecessori e come lo saranno tutti quelli che ricopriranno gli stessi ruoli nei secoli a venire. Ma la capacità di amministrare, le competenze politiche, la visione della gestione pubblica, non pongono le loro radici su delle facce pulite e sorridenti. Serve capacità e, ahinoi,  non ce n’è.

“Se fare fosse facile quanto sapere ciò che va fatto, le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi.”

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