di Tonino Atella
L’ennesimo ricordo da parte della prof.ssa Alba Galardi Giannini dinanzi al Monumento ai Caduti di tutte le guerre, iniziativa sempre di privati venafrani.

Ancora, sempre e solo i privati cittadini di Venafro a ricordare i 18 civili ambosessi e di ogni età che persero la vita sotto il “fuoco amico” dei bombardamenti alleati dell’ottobre ’43, sganciati su Venafro per stanare la resistenza nazista e dopo aver cercato gli stessi alleati di avvisare con volantinaggio aereo la popolazione venafrana perché si allontanasse. In tanti lo fecero, ma molti ne furono impossibilitati e per 18 di quelli non ci fu scampo ! Morirono la gran parte nella storica grotta di epoca romana in località Chiaione, periferia occidentale di Venafro, dove si erano rifugiati sperando di aver salva la vita e dove invece la persero, centrati dal fuoco non nemico, ma purtroppo alleato ! I loro nomi: Fernando Ottaviano, Nicandro e Mario Vaccone, Michelina Testa, Antonio Giannini, Giacinta Leva, Giuseppina Verrecchia, Maria Carmela Iannacone, i coniugi di Carpinone in quel periodo a Venafro Bambina Pollicella e Giovanni Colangelo, Emilia Tagliaferro, i fratellini minorenni Paolo e Lucio Andreozzi, Luigia Conte, Crescenzo Ricchiuti e Giacomina, Clara e Filomena Natale, quest’ultima rinvenuta sei mesi dopo sotto le macerie. Siffatto sacrificio, mai a Venafro ufficialmente ricordato in precedenza ma solo nel corso di questa legislatura municipale durante una manifestazione scolastica al Liceo Classico “Giordano” sotto la spinta del movimento popolare “I Venafrani per Venafro”, siffatto sacrificio -si diceva- è stato appena riproposto ancora da comuni cittadini del posto nel corso della deposizione di fiori e del momento di preghiera e raccoglimento al Monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza Vittorio Veneto a Venafro a significare la vicinanza della collettività a quanti si sono sacrificati per la pace, la fratellanza ed il progresso futuro di tutti.

Nella circostanza ne aveva detto in maniera significativa e precisa sotto il profilo storico, sociale ed umano, approfondendo i concetti del netto rifiuto delle guerra e della piena condivisione della pace fra i popoli, la prof.ssa Alba Galardi Giannini, autrice del testo “La guerra e la rinascita a Venafro, in Italia, nel Molise. La memoria e la storia”. “Mai più guerra -da un passaggio del citato intervento dell’ex docente del Liceo “Giordano” di Venafro- bensì concordia piena perché l’umanità progredisca in toto”. Sul tema, l’auspicio della comunità cittadina in prospettiva futura : che il Comune di Venafro nel commemorare i propri civili caduti nell’ultimo conflitto mondiale ricordi ufficialmente sia quelli dell’ottobre 1943 che le vittime del 15 marzo 1944, tutti sacrificati per ere e generazioni di pace, ed in quanto tali da tenere nel massimo rispetto.






























