di Tonino Atella

L’olio nuovo si vende ad 8 euro, prezzo comunque destinato a salire data la ridotta produzione.

“L’olio che si otterrà sarà eccellente per fragranza, sapore, leggerezza, colore e squisitezza, ma sotto l’aspetto quantitativo se ne ricaverà poco, addirittura meno di un terzo rispetto alla stagione olearia passata”. E’ quanto si ricava dagli olivicoltori del Venafrano, impegnati nel periodo nella raccolta di olive per poi portarle a molire nei frantoi di Venafro e Pozzilli (ce ne sono tre : la Cooperativa Sociale e due privati, Galardi e Carcillo) o altrove nel Lazio e ricavarne l’ingrediente essenziale per la tavola, appunto l’olio. Ne parliamo con uno degli addetti. “Nella zona collinare e pedemontana, per intenderci al Campaglione detto anche Parco dell’Olivo, -viene spiegato- le olive non ci sono affatto e gli alberi ne risultano privi. E’ la conseguenza della tardiva fioritura. In campagna invece, ossia nella pianura, la produzione si salva grazie all’irrigazione”. Poco olio quindi quest’anno, ma di eccellenza assoluta “. “Si prosegue l’interlocutore, uno dei tanti raccoglitori di ulive nel periodo- e frutto della salubrità delle bacche, che appunto danno un olio eccellente. Si ribadisce cioè il tipico e storico detto dialettale venafrano del <poch ma buon!>”. In conseguenza di tutto quanto, qual’é il prezzo dell’olio 2021 a Venafro ? “Si parla di otto euro al litro, ma non si esclude che possa salire data la ridotta quantità che si sta ricavando”. Di quante piante di ulive possiamo parlare nel Venafrano ? ”Non credo di allontanarmi molto dalla realtà -aggiunge l’interlocutore- ma penso che stiamo sui centomila ulivi. Del resto basta dire che l’intera zona comunale di Venafro è destinata per un quarto ad uliveti”. Venafro quindi, una delle più importanti e rinomate Città dell’Olio d’Italia, è impegnatissima nel periodo nella raccolta di ulive per produrre il suo storico e ricercatissimo “oro giallo”, l’olio appunto, apprezzato nell’antichità dagli antichi romani, “cantato” e decantato dagli autori dell’epoca, ma che anche i moderni gustano un sacco deliziandosi il palato e curando il proprio corpo, grazie alle qualità naturali del prodotto della terra venafrana e molisana in genere.

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