di Tonino Atella

Alle Quattro Cannelle invece persiste un inutile doppione, quanto a iscrizioni marmoree.

Quanto segue accade a Venafro. In cima al centro storico, ossia al rione Colle su cui svetta il castello medievale detto Pandone dal cognome del conte Enrico che in epoca medievale vi dimorò prima di finire tragicamente (venne decapitato !) nel capoluogo partenopeo da parte dell’allora Re di Napoli per aver sposato la causa politica avversa, in cima al centro storico venafrano c’è un’ampia e suggestiva piazza sulla quale si specchia il predetto maniero medievale. Ebbene su tale piazza insiste una particolarità. Ci si imbatte infatti in due tabelle di toponomastica dal contenuto diverso e dalla dicitura differente per la stessa piazza ! In effetti alla storica tabella di marmo affissa all’esterno di un’abitazione privata su cui si legge “PIAZZA DEL CASTELLO MEDIEVALE” con tanto di stemma del Comune di Venafro, si affianca altra toponomastica poco distante -questa volta situata in cima a palo di metallo- con la dicitura “PIAZZA ANTONIO DE CURTIS, IN ARTE TOTO’, 1898-1967, ATTORE E POETA”. In parole povere la piazza è la stessa, ma le tabelle di toponomastica sono due e differenti nel contenuto : una -la prima in ordine di tempo- dice che si é in piazza Castello Medievale, l’altra -arrivata successivamente- asserisce che trattasi di piazza Totò ! Tanto è avvenuto a seguito della decisione di pochi anni addietro da parte di precedente amministrazione civica cittadina che ritenne di omaggiare “Il Principe della Risata”, Totò, che nel 1956 stette a Venafro per girarvi il film “La legge è legge” assieme all’attore francese Fernandel, con la regia di altro transalpino della cinematografia dell’epoca, Christian Jacque. Dal che appunto lo strano dualismo in fatto di toponomastica sulla piazza in questione ! Ergo, c’é necessità d’intervenire per rimuovere una delle due tabelle, essendo di troppo. Si decida perciò quale la preminente denominazione della piazza e si tolga quella non attinente. Anche per non disorientare il turista, l’ospite o il visitatore, indicandogli con esattezza il nome della piazza senza fraintendimenti e confusioni. Così come, restando in tema di iscrizioni marmoree in città, si risolva la scritta/doppione su pietra a lato delle Quattro Cannelle” , la storica fonte pubblica del rione Ciaraffella, in questo caso rimuovendo uno dei due marmi a lato della fonte simili nel contenuto e relativi al I° Centenario della stessa fontana (1893/1993).Tanto avvenne perché, fatta sparire all’epoca da mani ignote la prima iscrizione, se ne commissionò e si affisse subito dopo altra simile nel contenuto, prima del successivo ritrovamento dell’iscrizione originaria, evidentemente fatta recuperare  dal ladro … pentito, rimasto comunque sconosciuto. A quel punto qualcuno dal Comune di Venafro ritenne di tornare a far fissare sulla parete in pietra delle Quattro Cannelle anche la prima iscrizione rubata e poi restituita. Col risultato però di far leggere oggi due iscrizioni ravvicinate ed assolutamente identiche nel contenuto, ossia “CENTENARIO DELLE QUATTRO CANNELLE  – 1893/1993 – VENAFRO  =  QUESTO LUOGO, CUSTODE DI VITA, TRADIZONI E CULTURA, SIA SEMPRE FONTE DICIVILTA’E PROGRESSO DELLE GENTI = VENAFRO 12 SETTEMBRE 1993 = I CITTADINI”. Dualismo che disorienta e suscita commenti vari da parte di forestieri, turisti ed ospiti che leggono ! Una delle due perciò, così come per la piazza ai piedi di Castello Pandone, è di troppo, per cui va rimossa.

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