di Giovanni Minicozzi

Il ministro Roberto Speranza ha autorizzato la cessione del 90% delle quote societarie dal Gemelli Molise Spa al fondo anonimo svizzero gestito dal manager Petracca. In sostanza il ministro ha deciso di non esercitare il diritto di prelazione e ha ignorato la richiesta avanzata in tal senso dal presidente della regione Donato Toma.

Oltre alla indifferenza palesata ancora una volta da Roberto Speranza nei confronti della nostra regione di certo sulla vicenda ha influito il colpevole ritardo relativo alla proposta per acquisire al patrimonio pubblico le quote del Gemelli Molise. Infatti, come noto, il governo regionale e il capo dell’esecutivo Toma – seppur a conoscenza della vendita fin dallo scorso l mese di marzo – avevano escluso ogni possibilita’ di presentare una proposta poiché secondo lo stesso Toma “la normativa in vigore non consentiva alla regione di intervenire nella trattativa tra privati”.

Solo successivamente Toma, uscito dal letargo, ha proposto al governo Draghi di poter esercitare il diritto di prelazione ma senza essere ascoltato dai vertici romani. Verosimilmente il peso politico della Regione, da anni inconsistente, e’ crollato con l’attuale governo regionale. A questo punto appare improbabile che il consiglio dei ministri, al quale spetta l’ultima parola, ribalti la posizione espressa da Roberto Speranza.

Sullo sfondo restano i dubbi sul socio effettivo del fondo svizzero anonimo che subentra al Gemelli e sulla continuità del servizio compreso il mantenimento dei livelli occupazionali. Senza ombra di dubbio la vicenda rappresenta l’ennesima occasione mancata per tentare di rilanciare il sistema sanitario regionale che versa in condizioni disastrate.

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