di Tonino Atella
E’ trascorsa un’eternità da situazioni e tempi di cui ci si appresta a leggere ? Assolutamente no ! Appena qualche decennio, ma un arco di tempo sufficiente perché cambiamenti e trasformazioni fossero totali. Già, la radicale trasformazione avvenuta in chiusura di ‘900 nella Venafro Antica, suggestiva e bella quanto si vuole ma oggi desolatamente e per lo più vuota, priva cioè di gente ed attività a seguito del graduale trasferimento dei più nei rioni di pianura, comodi, spaziosi, accoglienti, ma non certo ricchi di attrattive architettoniche di rilievo, come appunto il centro storico venafrano. Ed allora appare bello “ritrovare” tali peculiarità strutturali della Venafro del recente passato perché tutti -soprattutto i forestieri-ne sappiano, in attesa di poterle tornare a gustare de visu, ad ammirarle da vicino e di persona una volta -speriamo prestissimo !- messo alle spalle il pericolo pandemico che oggi tanto assilla. Tanta e tutta bella la Venafro Antica, per cui c’è necessità di scegliere per esigenze editoriali di spazio.

Scelta quasi obbligata : la Via “ P’ Rent’ “, espressione dialettale di Via Plebiscito, strada di poco superiore ai 500 metri di lunghezza che taglia giusto in mezzo la Venafro che fu, collegando il rione Mercato al tipico e storico “ Cuap’ Crocie “, l’incrocio tra Via Cotugno e Via Garibaldi, arteria -la predetta via “P’ Rent’” – che sino a qualche decennio trascorso era il corso principale (!) di Venafro, con palazzi signorili, botteghe artigiane a josa, attività commerciali tantissime ed un sacco di residenti che abitavano tutto e dappertutto, compresi traverse, vicoli e vicoletti laterali. Era cioè il cuore pulsante del paese (tale era Venafro nel suo recente passato) e tantissimo avveniva dentro e lungo tale arteria ricca di storia sociale ed umana a non finire. I palazzi gentilizi : diversi sia in basso, sia a metà strada che in alto, e tutti imponenti ed accoglienti. Cosa ne resta ? Per lo più chiusi da decenni, ne resta abitato uno solo, a conferma appunto del progressivo spopolamento della strada. Le attività commerciali ed artigianali? Praticamente volatilizzate, sparite ! Ce n’erano a decine e di tutte le specie, oggi restano solo i ricordi. Di tanti, vanno ricordati i macellai, il fruttivendolo, il calzolaio, il barbiere, il sarto, l’alimentarista, il fornaio, il negozietto di merce varia (per tutti ricordiamo un simpaticissimo commerciante, Z’Achill’), l’emporio elegante, il falegname e così via. Umanità tanta e tutta assolutamente bella ! Quindi, gli abitanti della Via “ P’ Rent’ “.

Centinaia di famiglie a renderla viva e vitale h 24, con un vociare diffuso e continuo, ma assolutamente bello e piacevole a sentire. Non a caso era il corso principale della Venafro dei tempi andati, con residenti ed attività a non finire. Perché siffatta denominazione popolare, appunto “ Via P’ Rent’ “ ? Perché era l’interno dell’abitato antico in alternativa alla “ Via P’ For’ “, ossia la strada esterna del paese, l’attuale Via Caserta, che appunto chiudeva a sud l’abitato. Cosa resta di vita, lavoro e persone della storica “Via P’ Rent’ “ ? Il (quasi) nulla, purtroppo ! Attività e botteghe per lo più chiuse, solo qualche sporadica iniziativa lavorativa e pochissimi i residenti. Prevalgono cioè vuoti, chiusure, case disabitate, magazzini sbarrati e desolazione ! Ciò non toglie che i venafrani continuano ad amare e ad apprezzare tantissimo la loro “ Via P’ Rent’ “, percorrendola volentieri e passeggiandovi di buon grado nelle ore serali – non importa se deserta e silenziosa – in attesa che presto vi riaprano botteghe, attività e case. Utopia ? No, speranza che tanto, un bel giorno, finalmente avvenga !






























