di Giovanni Minicozzi

Nonostante il decreto cautelare emesso lo scorso mese di dicembre dal Consiglio di Stato che ha concesso la sospensiva per riattivare H24 il servizio di emodinamica del S. Timoteo il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano con deliberazione n.1663 del 31 dicembre (che allego in calce) ha sancito di non essere in grado di garantire il servizio per mancanza di emodinamisti.
La determina spiega puntigliosamente le motivazioni che costringono l’azienda a non poter garantire il servizio.
In sostanza dopo aver richiamato la normativa nazionale – decreto Balduzzi che prevede una sola emodinamica per una popolazione residente compresa tra i trecentomila e i seicentomila abitanti – e dopo aver ricordato che gli ultimi dati Istat certificano solo 294 mila residenti in Molise il direttore generale ha elencato il numero complessivo di emodinamisti presenti nei tre ospedali molisani e precisamente uno al Veneziale, due al S. Timoteo e sette al Cardarelli.
Tenuto conto che il Veneziale e il S. Timoteo sono classificati presidi di base spoke mentre il Cardarelli dea di primo livello e hub H24 per le patologie tempo dipendenti Florenzano ha precisato nella determina che nessun trasferimento di specialisti potrà essere disposto da un ospedale all’altro.
In definitiva il servizio di emodinamica presso il S. Timoteo non potrà essere garantito nelle 24 ore fino al prossimo 30 giugno quando arriveranno nuove disposizioni in rapporto all’esito dei concorsi in itinere o all’attuazione del nuovo piano sanitario.
Tale promessa prefigura verosimilmente l’attivazione degli accordi di confine e il probabile dirottamento dei pazienti colpiti da ictus o infarto al S.Pio di Vasto con ulteriore incremento della mobilita’ passiva.
In apparenza con questi numeri Florenzano tenta di svincolarsi dal decreto del Consiglio di Stato e potrebbe avere la logica dalla sua parte.
In realtà però, considerato che lui e’ al vertice dell’azienda sanitaria da circa due anni, la grave situazione e’ frutto di una colpevole mancata programmazione che ha ridotto il sistema sanitario ad “uno scheletro” come da lui stesso scritto sulla sua pagina social.
Non e’ stato proposto neanche il tentativo di chiedere aiuto ai medici militari oppure a Emergency come richiesto reiteratamente dal comitato in difesa della sanità pubblica di qualità. Tant’è!
Nel contesto della diatriba non possiamo dimenticare che una persona cinquantenne ha perso la vita perché colpita da infarto mentre emodinamica era chiusa.
Intanto l’udienza di merito del Consiglio di Stato sulla riapertura h24 di emodinamica e’ prevista per il prossimo 12 gennaio mentre i familiari della persona deceduta per infarto si sono rivolti alla procura di Larino.
Ritengo giusto, infine, esprimere apprezzamento per l’azione legale intrapresa dal sindaco di Termoli Francesco Roberti, dalla sua maggioranza e da alcuni comitati – assistiti dagli avvocati Massimo Romano, Pino Ruta e Margherita Zezza – che stanno difendendo con i denti il servizio di emodinamica e la sopravvivenza del S. Timoteo.
A loro le prossime mosse.

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