Nessuna novità, si credeva, al Consiglio regionale di questo pomeriggio. I consiglieri dovevano scegliere, con voto segreto che poi segreto non era, i tre grandi elettori del Molise per la votazione del nuovo presidente della Repubblica.

Invece la novità c’è stata. In barba a tutti i consiglieri regionali, i voti per Donato Toma sono scesi da sette a sei. Sei anche i voti andati al presidente del Consiglio Salvatore Micone, come da programma. Sempre come da programma, otto sono stati i voti andati ad Andrea Greco (6 del M5stelle e due voti del Pd).

Il voto mancante su Toma è andato invece a Quintino Pallante che ha preso un voto.
Un errore? A quanto pare no.

Secondo i bene informati, l’assessore ai trasporti e al personale si sarebbe auto votato perché con un sol voto sarebbe lui il supplente nel caso uno dei tre consiglieri dovesse malauguratamente ammalarsi ed essere impedito a partecipare alla elezione del presidente della Repubblica. L’assessore Pallante, invece, senza dire nulla ai colleghi di maggioranza, si sarebbe reso disponibile per fare il supplente nonostante la sua gamba rotta sulle piste da sci. A Campitello Matese o nella terra che ospita la sua residenza cioè in Abruzzo?

Perché ieri sera durante la riunione di maggioranza non si è discusso anche del consigliere supplente che potrebbe sostituire uno dei tre delegati principali? Intanto dalle note stampa ufficiali della Regione Molise non si parla del voto singolo del furbacchione politico Quintino Pallante. Non ne fa menzione neppure il presidente Toma. E se Pallante avesse agito senza alcun accordo preventivo?

Ai posteri l’ardua sentenza.

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