di Tonino Atella

Trattasi delle storiche edicole votive a devozione dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria realizzate dai credenti  nel corso dei decenni nella Venafro Antica.

La fede dei venafrani verso i Santi Martiri Nicandro, il Patrono della città e Protettore dell’intera Diocesi d’Isernia/Venafro, il fratello Marciano e la moglie Daria immolatisi nel 303 d.C. perché nell’ importante Provincia dell’Antica Roma, Venaphrum appunto, si affermasse definitivamente il Cristianesimo, soppiantando il paganesimo ed avviando un’era nuova nell’allora rilevante sotto il profilo socio/politico Colonia della Gens Julia ? Siffatta fede non conosce rallentamenti di sorta, tant’è che da 1.719 anni é meravigliosamente all’apice nei sentimenti dei venafrani che l’alimentano giorno dopo giorno con dimostrazioni ed esempi bellissimi.

Tante le conferme, a partire dalla presenza continuativa e giornaliera di numerosi fedeli ambosessi e di ogni età nella Basilica del Patrono all’ingresso est della città che custodisce i resti mortali di San Nicandro e forse -manca l’ufficialità al riguardo- del fratello San Marciano. Non si conoscono invece il luogo e le modalità del martirio di Santa Daria, venendo all’epoca le donne devote al nuovo Credo martirizzate in luoghi diversi dai maschi e con modalità differenti. Per dire di siffatta meravigliosa partecipazione popolare di fede, basterà soffermarsi su taluni aspetti esteriori di tale ideologia religiosa, rappresentata tra l’altro anche dagli storici e bellissimi “ Quadri “, come vengono definite le edicole votive pro Santi Martiri di Venafro realizzate dal popolo nel corso dei decenni nel centro storico e ancora oggi accudite amorevolmente dai venafrani di ogni estrazione sociale. Sono tre in tutto “ I Quadri “ della fede popolare venafrana raffiguranti i Santi Martiri, idealmente a protezione della città e della collettività locale. Uno è situato al rione Mercato in piazza Cimorelli, addossato alla storica Torre Medievale e giusto di fronte alla Casa Comunale. Trattasi di pittura ad olio su parete, restaurata decenni addietro dal pittore venafrano prof. Peppino De Marco, maestro della spatola ed apprezzatissimo nell’ambito pittorico regionale e nazionale. Altro “ Quadro “, analogamente pittura ad olio su parete e sempre avente a soggetti i Santi Martiri custodi della città, è situato al rione delle “ Monache “(così denominato nel ricordo delle suore di clausura dell’Ordine delle Clarisse un tempo esistenti là dove oggi ha sede il Museo Nazionale di S. Chiara) all’imbocco della salita di Via Cavour che porta alla Chiesa del SS Viatico, in gergo detta Chiesa di Cristo. Edicola accudita amorevolmente decenni addietro da una donna del quartiere, la signora Angelina, che si prodigava quotidianamente con pulizia, decoro, fiori, ceri e quant’altro.

Per la solenne processione del 18 giugno era puntuale accanto al <suo> “ Quadro “ perché tutti ammirassero, complimentandosi con lei per la cura e la dedizione che ne aveva. La terza di tali suggestive edicole votive della fede popolare venafrana dai soggetti identici, ossia Santi Martiri e Venafro, è invece in cima alla città antica, esattamente al rione Colle, col Castello Pandone a dominare dall’alto. In questo caso trattasi di bellissimo “Quadro” in maioliche colorate e pitturate,raffigurante Santi Martiri e Venafro e rifatto ex novo nei decenni trascorsi per volontà dei residenti del Colle su imbut dell’allora Parroco don Luigi Valente. La tenuta e la cura di tali “ Quadri “, edicole votive di fede ? Assolutamente perfette, grazie all’apporto continuativo dei venafrani che l’abbelliscono con fiori e lumini votivi, provvedendo alla loro pulizia ed alla tenuta efficientissima. Così come particolarmente le donne sono solite ornarli con tovaglie di lino ricamate, giusto come si usa con gli altari in chiesa. Cosa rappresentano per Venafro ? Moltissimo ! Un esempio, per far capire la portata sociale del fenomeno. Nel recente passato una devota del Mercato, l’indimenticabile Nevina, si dedicava in toto al “ Quadro” votivo situato giusto di fronte all’uscita del proprio vicolo di residenza, “Parasacco”. Di mattina presto lo puliva, lo abbelliva con fiori, vi accendeva lumini, lo ornava con del verde e quindi vi s’intratteneva a pregare, “parlando” coi Santi Martiri raffigurati, che definiva “ I Miei Padroni “ ! Quanta fede, quanto amore, quali sentimenti nella meravigliosa Nevina, personaggio eccellente originario dell’alto Casertano stabilitosi a Venafro. Da qualche anno non c’è più, ma in tanti la ricordano sempre con immenso piacere. Persona umile, l’anziana di Vico Parasacco, ma significativa della fede popolare venafrana, riflessa appunto negli storici “ Quadri ” del Mercato, delle Monache e del Colle.

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