di Tonino Atella
I lettori, puntualmente attenti alle cronache dei media, intervengono ancora una volta, esprimendo la loro opinione. L’ultimo contributo arriva a seguito della citazione da parte di questo organo d’informazione del sig. Fini, un tempo leader della destra italiana prima di proprie scelte politiche e vicende personali che lo misero “fuori gioco”, definitivamente. Su tale personaggio, da anni ormai non più nell’agone politico della Penisola all’indomani di proprie iniziative che nessuno si sentì di condividere, ecco cosa scrivono oggi i lettori. “ Fini ? No, dai, lasciamo stare ! E’ il passato della destra -riceviamo e volentieri pubblichiamo – che oggi guarda avanti e va ben oltre ! Ha rappresentato un momento dell’ideologia della destra italiana, avvalendosi di un pedigrée di assoluto rispetto che il tizio sfruttò intelligentemente, menandone a ragione vanto e facendone il proprio fiore all’occhiello. Veniva infatti dalla scuola politica dell’on. Giorgio Almirante, ossia da un maestro effettivo di una delle migliori cattedre politiche nazionali, leader a cui anche la sinistra italiana del tempo dava credito e conferiva rispetto, grazie alla verve oratoria di cui era dotato ed alla sua naturale forza comunicativa. Al riguardo, ovviamente il riferimento è per Almirante non certo per il suo “allievo” che di lì a poco deluderà enormemente le attese sino a finire all’angolo, basta ricordare quanto ebbe ad affermare un socialista del tempo, ossia un esponente di sinistra : “Ero a Torino per lavoro -testimonia la persona citata- e come tant’altri di sinistra non mi perdevo un solo comizio dell’on. Almirante in occasione di elezioni o altri appuntamenti politici. Era un piacere ascoltarlo, a prescindere dalla condivisione o meno di quanto affermava. Piaceva l’uomo, il personaggio e l’oratore, e le piazze dove parlava erano puntualmente gremite”. Di siffatto esempio di altra ed alta stazza politica il sig. Fini sfruttò tantissimo immagine ed onda emotiva, sino ad assurgere a leader della destra italiana del dopo Almirante intanto scomparso. Furbo e scaltro al punto giusto il sig. Fini, tanto che gl’italiani di destra senza remore e in tutta convinzione gli diedero credito e fiducia politica. Come non ricordare le accoglienze popolari riservategli anche in Molise, esattamente a Venafro, dove per strada fu accolto da applausi al mercato infrasettimanale, altrettanto avvenne in tanti esercizi commerciali ed il suo comizio sul centrale Corso Campano con accanto i maggiori referenti della destra molisana fu un tripudio di gente e di consensi. Erano i tempi d’oro del sig. Fini, prima che suoi atteggiamenti deludessero tutti e tanto ! In effetti la destra cresceva quale retaggio della semina almirantiana, tanti intravedevano prossimo l’accesso di tale parte politica al governo nazionale, ma la resistenza e l’opposizione della sinistra era forte, escludendo sistematicamente qualsivoglia apertura a destra, ambito perciò che restava ghettizzato sia in Italia che all’estero. E siffatto accantonamento il sig. Fini, che intanto agognava poltrone di potere politico di vertice, assolutamente non sopportava ! Intendeva sdoganarsi e possibilmente sdoganare la destra italica dall’angolo in cui era politicamente costretta ed ecco la sua mossa sciagurata sotto il profilo politico, fermo restando altre vicissitudini personali che di lì a poco contribuiranno, suo malgrado, a screditarlo agli occhi dell’opinione pubblica nazionale. Il tizio doveva accreditarsi diversamente al cospetto della politica nazionale ed internazionale al fine di essere ammesso finalmente al potere, sua aspirazione primaria ed irrinunciabile, per cui prese ad ingegnarsi per centrare il proprio scopo. Per riuscirvi -pensò il sig. Fini- c’era da girare ufficialmente e una volta per tutte le spalle a determinate idee storiche della destra, da abiurarle addirittura, avvicinandosi e facendo proprie ideologie diverse e contrapposte rispetto al proprio retaggio storico politico, quale lasciapassare per l’agognatissimo potere, che ormai era il suo chiodo fisso !. Idee, posizioni ed atteggiamenti ben diversi da quelli consegnatigli dal suo “maestro” on. Almirante e professati dalla massa della destra italiana del tempo. Per cui, cosa fece il tizio ? Fece salire idealmente la destra italiana sulla “barca” da lui ideata, “barca” con tantissima gente a bordo e con validissime ideologie di parte, indirizzandola sciaguratamente verso lidi politici sconosciuti ed avventurosi, pur di affermare il proprio “io” politico ! Prese il largo, metaforicamente parlando, allontanandosi di netto da dove era partito e, giunto in acque aperte ed avventurose, saltò giù dalla “barca” senza lasciare all’imbarcazione ed a quanti vi erano sopra un solo remo per “salvarsi” ! Pensando così, ma sbagliando enormemente considerata la successiva storia politica nazionale, di sdoganarsi dalla destra storica, che il tizio riteneva ormai una pesante ed ingombrante “zavorra” per i suoi progetti personali, “zavorra” di cui doveva liberarsi senza indugi per arrivare dove lui mirava ! Mai però sbaglio storico/politico fu più madornale ! Gl’italiani di destra, smascheratolo, non gli diedero più credito, i potenziali suoi nuovi amici di avventura politica si appalesarono ben altro non concedendogli alcunché in quanto a prestigio e potere, lasciandolo con … le pive tra le mani, ossia col nulla ! In ragione di tanto il tizio finì relegato all’angolo politico nazionale, nonostante cercasse di resistere per continuare ad esistere sotto il profilo politico. Intanto però presero a montare assai discutibili sue vicende personali e familiari, che contribuirono ad accantonarlo definitivamente. E adesso cosa si pensa di fare ? Tornare a dirne ed a citarlo ? No, assolutamente, è acqua e storia passata quella del sig. Fini, del tutto superata politicamente parlando ! La destra italiana del terzo millennio,voglia Dio, ha fatto tesoro di vicende siffatte. E’ tutt’altra cosa, è soprattutto sinonimo di pulizia, efficienza, rispetto, impegno sociale e trasparenza. In una parola la destra ha girato pagina ed intende continuare a scrivere ed a sfogliare il libro del ruolo costruttivo della moderna società del terzo millennio, perché l’Italia continui a crescere nella consapevolezza di determinati valori”.






























