di Tonino Atella

Di storie della quotidianità ce ne sono tante un po’ ovunque. Talune belle, altre meno. Addirittura alcune negative a tal punto da indispettire un sacco chi suo malgrado ne finisce coinvolto, restandone vittima. Veniamo a Venafro, città bella certamente ma dove purtroppo non difettano accadimenti che non fanno affatto sorridere, anzi contrariano moltissimo le persone. Motivo cittadino di contrarietà e contestazioni di viva attualità è una strada : esattamente Via Mura Ciclopiche, periferia nord/ovest dell’abitato venafrano ed arteria pedemontana che corre sotto M.  Santa Croce. Meno di un km. circa – tutta pietre, sterrato ed erba-  che parte ad ovest dal Campaglione, la storica zona olivetata, e andando verso est s’immette sulla bella -è stata appena dotata di particolarissima pavimentazione a sanpietrini- strada panoramica che sale dietro il Carsic e procede  a nord del quartiere Manganelle per raggiungere Castello Pandone e la chiesa rupestre della Madonna delle Grazie, nonché il rione Colle. Prima d’inerpicarsi però, Via Mura Ciclopiche passa dinanzi allo storico (anche se purtroppo abbandonato da anni !) Teatro Romano di S. Aniello, con annesse Terme sempre di epoca romana. “Perché siffatta particolareggiata descrizione di rioni, zone, chiese e monumenti sfiorati o raggiunti dalla strada in questione”, potreste chiedervi ? Esattamente per sottolineare l’importanza di Via Mura Ciclopiche, all’unisono purtroppo con l’incuria e l’abbandono che da tempo immemorabile la caratterizza in negativo. In effetti quella che in ragione della sua rilevanza storico/sociale è definita “Via”, termine che induce a pensare ad arteria percorsa da persone e mezzi su gomma, tale purtroppo non é più da anni.

Esattamente da che un movimento franoso ne fece scivolare la parte centrale sulla sottostante Via Pretorio, altra arteria urbana della massima importanza storica. Lì era ubicato, si vuole, il Pretorio della Venafro di epoca romana e vi si trovava tra l’altro la prigione in cui l’autorità militare romana del tempo tenne prigioniero il giovane militare Nicandro, prima che venisse martirizzato assieme al fratello Marciano (303 d.C.). Altro tassello, tale riferimento, a significare l’importanza  storica della zona in questione, ivi compresa Via Mura Ciclopiche. Ciononostante, e veniamo alla motivata contrarietà di quanti lavorano, vivono e hanno proprietà lungo tale Via Mura Ciclopiche, essendo la strada da anni impercorribile su gomma data la frana mai risolta. E da attraversare solo a piedi, ma badando a transenne e movimento franoso.  Apposte infatti lustri addietro transenne a delimitare la frana, le cose così sono rimaste, senza alcuno intervento successivo a sistemare l’arteria e ripristinare la sua piena percorribilità! Oblio, noncuranza e dimenticanza totali ; queste oggi le persistenti caratteristiche negative di Via Mura Ciclopiche ! I residenti e proprietari della zona : “A sinistra di Via Mura Ciclopiche -affermano- c’è la bella ed asfaltata strada del Campaglione tra gli storici uliveti, a destra è stata realizzata la suggestiva panoramica rifinita con ottimi sanpietrini che sale sino a Castello Pandone e al centro è rimasta la povera e derelitta Via Mura Ciclopiche senza il benché minimo intervento di ripristino !

Una evidentissima ingiustizia ed un mal fatto sotto gli occhi di tutti, assolutamente incontrovertibile ed ingiustificato ! Quanto finiranno siffatte antipaticissime disparità e differenze sociali ? Viene perciò spontaneo chiedersi : siamo sempre uno Stato di Diritto ?”. Detto che siffatte dichiarazioni sono assolutamente da sottoscrivere, c’è da aggiungere che con l’intervento denominato “Venafro dal centro storico alla città estesa; un progetto di sviluppo strategico sostenibile –Lotto I – Riqualificazione del centro storico e del patrimonio architettonico e artistico esistente”, intervento finanziato con 3.800.000 euro di denaro pubblico, si rifarebbero -è quanto circola ufficiosamente- Via Cavour, Via De Amicis, Via Duomo, Via Plebiscito, Corso Garibaldi e Via Roma, altre strade urbane venafrane, “dimenticando” però ed accantonando per l’ennesima volta, la “povera e derelitta” Via Mura Ciclopiche, nonostante la sua rilevanza ed importanza sociale, storica ed umana ! E’ così che le cose devono andare ? O quanto appena riportato non risponde al vero ? Se tanto è, e se qualcuno vorrà intervenire per spiegare ed illustrare l’esatto stato della situazione chiarendo il futuro funzionale di Via Mura Ciclopiche di Venafro, saremo ben lieti di ospitare. Nel frattempo però concedete di affermare che l’Italia di oggi, nata sulle ceneri dello Stato di Diritto di epoca romana, è ben altra e tutt’altra cosa in fatto di diritto ed uguaglianza sociale.

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