di Giovanni Minicozzi
Correva il giorno 29 febbraio dell’anno 2020 quando il presidente della regione Donato Toma decise di assegnare l’incarico di direttore generale dell’Asrem all’avvocato Oreste Florenzano già direttore amministrativo del San Pio di Benevento.
Sono trascorsi circa due anni dalla nomina, due anni nel corso dei quali il sistema sanitario regionale e’ precipitato nel baratro, non e’ stato in grado di garantire neanche i livelli essenziali di assistenza ai molisani bisognosi di cure e ciò nonostante l’abnegazione e i sacrifici profusi da tutti gli addetti ai lavori costretti a fronteggiare le inefficienze dovute alla pericolosa disorganizzazione dell’azienda sanitaria.
Che dire poi della gestione a dir poco approssimativa della pandemia che ha prodotto fino ad ora poco meno di 550 decessi per Covid con l’unico hub regionale (il Cardarelli) destinato inopinatamente a Covid Hospital e con una impressionante carenza di personale mai risolta. Fino a poche settimane fa il direttore Florenzano ha cercato invano di reclutare medici e infermieri attraverso concorsi a tempo determinato andati a vuoto e attivando concessione di appalti per i servizi strategici a società esterne che non sono state in grado di garantire nessun tipo di assistenza ma solo business economici a loro esclusivo vantaggio naturalmente a spese dei molisani. Una per tutte: la cooperativa La Fenice di SASSUOLO finita sulle cronache nazionali per manifesta incapacità ad onorare i servizi appaltati.
Perfino i concorsi per i primari sono stati bloccati da Florenzano d’intesa con l’ex commissaria Flori Degrassi, blocco che ha determinato la non appetibilità dei concorsi banditi. Infine stendiamo un velo pietoso sulle impressionanti liste di attesa per i pazienti “ordinari” abbandonati al loro destino con conseguente aumento del numero dei deceduti.
Oggi l’avvocato sembra essere uscito dal letargo e annuncia in pompa magna con dichiarazioni televisive avventate il rilancio della servizio sanitario regionale mediante la copertura dei posti di primario e bandi di concorsi per dirigenti medici e infermieri a tempo indeterminato per poter smaltire anche le liste di attesa.
Guarda caso con la copertura dei posti da primario i concorsi non vanno deserti ma questa circostanza il direttore l’ha compresa solo due anni dopo il suo insediamento. Naturalmente Florenzano ha anche sottolineato che i problemi del sistema sanitario vengono da lontano e, dunque, verosimilmente lui si tira fuori da ogni responsabilità.
Mi chiedo:






























