Tutta colpa di Michele Scasserra.
La nomina dell’ex assessore alle attività produttive del governo Iorio nonché già presidente di Assindustria Molise ha letteralmente mandato in bestia il presidente della Regione Molise.
Secondo i bene informati Donato Toma sarebbe rimasto di sale per aver appreso dalla stampa che il ministro per il Sud, Mara Carfagna, abbia nominato Responsabile del Cis un professionista molisano che non è legato alla politica di Donato Toma.
Per riequilibrare lo smacco ricevuto, dunque, il quintetto della politica regionale (Maurizio Tiberio, Quintino Pallante, Vincenzo Niro e Donato Toma, con la collaborazione del portavoce Antonio D’Uva) hanno elaborato il piano: andiamo dalla Carfagna e le chiediamo di intervenire sul ministro della salute, Roberto Speranza, per far nominare l’avvocato Giacomo Papa – già consigliere giuridico di Toma – sub commissario alla sanità.
Pare che però il Pd si sia sfilato dalla richiesta. Anche perché, si dice a Roma, il matrimonio Boccia – De Girolamo pare non stia attraversando uno dei momenti migliori. E Giacomo Papa, si sa, è legato alla famiglia De Girolamo tanto da essere definito insieme al pubblicista portavoce Luigi Barone i “dioscuri” del ministro Nunzia, oggi conduttrice televisiva, pescati tra gli ex Udeur di Mastella.
Bisognerà vedere se Mara Carfagna saprà convincere il dalemiano Speranza. Se il dalemiano Speranza, che ha come referente in Molise Danilo Leva (ex segretario del Pd Molise), accetterà la richiesta della collega di governo.
Ci sarebbe anche da verificare l’indice di gradimento di Annaelsa Tartaglione visto che la nomina governativa, che dovrebbe avvenire in quota Forza Italia, riguarda una frangia del partito ostile proprio alla coordinatrice nonché deputata pupilla di Berlusconi.
E, soprattutto, bisognerà verificare se l’avvocato di Benevento abbia o meno i reali requisiti per ricoprire l’incarico. Perché noi qui in Molise lo sappiamo bene: a livello di nomine, Toma ha quasi sempre preso delle gran cantonate tanto da far intervenire l’Anac. E spesso, per correre ai ripari, le toppe sono state peggiore del buco.






























