di Tonino Atella

Da un amico ritiratosi a vivere in collina per propria scelta ed al quale piace gustare tutto quanto la natura offre, riceviamo un bel ricordo del passato : la “foto”, alias il racconto di quanto decenni andati le nonne e le mamme preparavano in quattro e quattr’otto con ciò che la natura offriva di assolutamente semplice e genuino. Trattasi del sorbetto dei tempi andati, in dialetto “ la z’rbetta “, dal gusto unico, ottimo, ma soprattutto capace di mettere allegria a fanciulle e fanciulli dei decenni trascorsi.  Ed allora spazio senz’altro all’amico di collina : “Questi pochi centimetri di neve -attacca Angelo che vive tra genuinità ambientali ed animali domestici – mi hanno consentito di tornare alle meraviglie dell’infanzia. Un salto di mezzo secolo a ritroso nel tempo.

Allora le nevicate erano indubbiamente più frequenti e quando il manto bianco giungeva a ricoprire il mondo, per noi bimbi era festa grande. Tra capriole e ruzzoloni, arrivava il tanto atteso momento della “zurbetta” (il sorbetto), antesignana del moderno gelato. Con amabile maestria, una ancora giovane Mamma Francesca, dopo aver scostato lo strato superficiale della candida “granita”, riempiva il bicchiere avendo cura di non affondare troppo il cucchiaio nella neve, onde non inglobare anche eventuali impurità. A quel punto il tocco finale: poche gocce di liquore (nelle case contadine di quei tempi non era difficile reperire una bottiglia di Marsala o di Strega). Fagocitavo quel delizioso “gelato” in pochi secondi ! Troppo presto il cucchiaino arrivava a picchiettare sul fondo ! Inutile chiedere il bis… Saggiamente i genitori di allora ci insegnavano che il “buono” occorreva farselo bastare. Quanta felicità, oggi, nel ripetere questo semplice e antico rituale”. Pagina del passato, dei piaceri genuini e delle bontà del tempo che fu; un mix da conservare gelosamente.

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