di Tonino Atella
Reclamano il rilancio funzionale del SS Rosario, piuttosto che pensare alla realizzazione di un nuovo ospedale nella seconda provincia molisana.
“Ma siamo pazzi ?”, sbottano contrariatissimi i venafrani nel sentire dell’idea di un ospedale nuovo di zecca nel Molise dell’ovest ? “E il SS nuovissimo Rosario di Venafro -proseguono- dalle immense potenzialità strutturali, mai utilizzato appieno per scelte … non venafrane (!) bensì a meno della metà delle sue qualità recettive, prima di deciderne addirittura il sostanziale declassamento, svuotandolo di servizi e professionalità e riducendolo oggi a ben poca cosa in quanto a prestazioni all’utenza ? Perché non indirizzarsi in tutta e piena convinzione al suo recupero e rilancio funzionale ? No, incredibilmente non se ne parla affatto, sol perché “certa politica” ha pensato diversamente negli anni trascorsi, in tutto danno e pericolo dei molisani dell’ovest in fatto di tutela della loro salute tramite una efficiente ed efficace sanità pubblica sul territorio ! Perciò è il caso di tornare a gridare : ma si é pazzi a pensare ad un nuovo ospedale nella seconda provincia molisana, quando c’è il SS Rosario di Venafro bello e pronto, e che chiede solo di tornare alla funzionalità, all’efficienza ed all’utilità medico/sanitaria sottrattegli, ovviamente rimodulando le direttive politiche che l’hanno di fatto affossato?”. Ed invece si parla di un nuovo realizzando ospedale nel Molise dell’ovest ! Ritornello che in zona nessuno ama ascoltare, eppure con cadenza puntuale c’è chi torna ad intonarlo, facendo “incazzare” non poco l’opinione pubblica del territorio ! Ragion per cui, “signori che potete”, vi spiace spiegare e far capire al molisano dell’ovest la fondatezza di siffatta idea, utilizzando questo organo d’informazione per le vostre delucidazioni nel merito ? Avete cioè l’opportunità di dire e spiegare al “povero diavolo” che paga le tasse -dalle quali poi verrebbe fuori quel nuovo ipotetico ospedale molisano che è nelle vostre menti- la presupposta fondatezza della realizzanda nuova struttura sanitaria, nonostante il SS Rosario e le sue potenzialità. Come media regionale siamo disposti a pubblicare, il molisano dell’ovest vuole tanto capire, per cui non resta che illustriate -o voi che potete- quanto è nelle vostre menti. Non pensate d’intervenire ? Beh, francamente cosa bella non sarebbe se tanto avvenisse, trattandosi di salute pubblica per la quale doverosamente occorre determinarsi sempre al meglio. Intanto, a significare l’urgenza di tornare a garantire affidabile e completa sanità pubblica nell’ovest del Molise e di contro le grosse problematiche in atto, sarà bene ricordare -se qualcuno l’avesse dimenticato- quanto capitato ultimamente a un venafrano. L’uomo, abitante a “20 metri 20” dal SS Rosario,appena sceso dal proprio scooter venne investito dinanzi casa da un’auto in transito. Dopo un primo fugace “appoggio” al Veneziale di Isernia dato lo svuotamento del SS Rosario, venne trasferito d’ urgenza addirittura ad un ospedale di Avellino, essendo politraumatizzato e non essendoci più alcunché nel “suo” SS Rosario, distante -ripetiamo- “20 metri 20” da casa ! E’così che deve andare la sanità pubblica nel mandamento molisano dell’ovest o convenite finalmente sulla “incazzatura” dei venafrani e del circondato? Ad ogni modo il rimedio, volendo, è alla portata : il rilancio funzionale del SS Rosario, altro che nuovo ospedale da realizzarsi ! La salute pubblica chiede concretezza e non già progetti a lunga e difficile gittata.






























