di Tonino Atella
La conferma da Isernia/Venafro dell’eccellenza molisana finito in parità (2-2), nonostante i locali fossero strafavoriti.
Il calcio e soprattutto i derby calcistici che mettono l’uno contro l’altro blasoni, storie, colori sportivi, passioni, rivalità e tant’altro sono quanto di più imprevisto ed imprevedibile si possa immaginare. Nelle cosiddette stracittadine, oggi come ieri, non c’è nulla di scontato, di sicuro, di certo, ma l’imponderabile ha sistematicamente la meglio, rendendo appunto avvincenti tali gare. La conferma puntuale col recente derby per eccellenza della seconda provincia molisana, appunto Isernia/Venafro svoltosi nel capoluogo pentro. Sulla carta, alla vigilia, strafavoriti erano i padroni di casa, in ragione della consistente mole finanziaria investita per allestire l’organico e puntare alla risalita in D, e ad inizio stagione tale erano i pronostici unanimi del calcio molisano d‘eccellenza, anche se poi il campionato -almeno sin’ora- ha detto tutt’altro con Termoli ed Agnone a farla da padroni, lasciando ad altri -Isernia compresa- le briciole ! C’era anche il 2 a 2 dell’andata a Venafro, nonché la classifica attuale (con l’Isernia quarta a quota 48 e il Venafro sesto con 36 punti, ossia lontano alquanto) per cui si pensava ad una passeggiata degli isernini sul loro rettangolo. Dietro l’angolo però ecco puntuale l’imprevedibilità del derby ! Fischio d’inizio e il Venafro sfoggia un primo tempo di tutto rispetto, giocando addirittura meglio dell’Isernia. Belle trame dei venafrani, con Lombardi, Bianchi, Cipriano ed altri nelle fila venafrane a mettersi in bella mostra, mentre i padroni di casa non comandavano affatto come si pensava prima del match. Addirittura passavano anche in vantaggio i venafrani con Fargnoli ! Nella ripresa però ovvio calo degli ospiti mentre l’Isernia prendeva a giocare con maggiore determinazione, andando a rete con Panico e Negri. In gioco comunque c’erano il blasone e soprattutto la legge del derby, per cui il Venafro non mollava affatto e con un under, quel Gianmarco Ciolli di 16 anni appena in prova a Ferrara con le giovanili della Spal (serie B), riusciva ad agguantare il meritato pari finale, restituendo così agli isernini il 2 a 2 dell’andata al “Del Prete” di Venafro. Questi, per il Venafro, i protagonisti del pari in provincia : Roncone, Fargnoli, Farina, Canale, Velardi, Ferraiolo, Lombardi, Cipriano, Aversa, Bianchi e Puca, con Rega e Ciolli subentrati nella ripresa. Doppio pari stagionale e con identici punteggi finali quindi tra “cipollari” e “trippa verdi” -gli storici e particolarissimi appellativi di isernini e venafrani, in ragione delle cipolle coltivate a Isernia e delle verdure degli orti venafrani- che confermano ancora una volta di ritrovarsi sempre e costantemente a stretto contatto di gomito in fatto di calcio, nel solco di una profonda e storica rivalità sportiva che è senza soluzione di continuità e che continua a dividerli e ad accomunarli nello stesso tempo. Per cui … Viva Sempre Il Migliore, ammesso -e non concesso !- che ci sia … ! Tant’è che all’andata a Venafro ci furono più applausi per gl’isernini, a Isernia invece i maggiori consensi sono andati ai venafrani ! E la storia continua …






























