di Tonino Atella

Lo scatto ripropone il bagno di folla al rione Mercato di Venafro per accogliere il nuovo Busto argenteo di San Nicandro dopo il furto, rimasto irrisolto, dell’originale e bellissimo manufatto della Scuola Orafa Napoletana del  ‘600. Riprenderanno prima o poi le ricerche ? Difficile dirlo …

E’ impagabile sotto il profilo socio/umanitario ritrovare una foto del passato, non importa se sgualcita ed ingiallita ! Il piacere di “ritrovare” gente, “rivedere” l’amico, tornare ad “imbattersi” in personaggi indimenticabili del passato, andando col pensiero a quanto e a cosa il clik d’epoca ripropone. A questo e tant’altro risponde appunto la foto allegata al presente articolo e relativa all’autentico bagno di folla al rione Mercato, esattamente in piazza Cimorelli, in occasione dell’arrivo a Venafro e della presentazione ufficiale alla città della nuova Statua del Patrono San Nicandro, opera argentea dello scultore di origini molisane Caetani residente a Lari nel Pisano e voluta dall’intero popolo venafrano dopo il furto -rimasto purtroppo irrisolto,cioè senza recuperare la refurtiva e senza individuare i ladri sacrileghi, rimasti da allora impuniti- del bellissimo originale della magnifica Scuola Orafa Napoletana del ‘600, tra le migliori d’Italia.

Furto sacrilego avvenuto il 25 giugno 1986 nella sacrestia della Chiesa di Cristo, dove il venerato simulacro sacro era momentaneamente custodito dati i lavori in corso nella vicina Chiesa dell’Annunziata, sede dove si riponeva di solito l’immagine cara a tutti i venafrani una volta concluse le celebrazioni patronali di giugno. Furto sacrilego da allora, come detto, rimasto purtroppo irrisolto ! Nonostante ciò i venafrani all’epoca non si arresero e subito partirono le iniziative per realizzare la nuova statua del Santo Patrono. Prima ci fu un convegno apposito nell’autunno dello stesso anno nella Chiesa di Cristo dov’era avvenuto il furto sacrilego che avevo scosso l’intera collettività venafrana, quindi seguì l’incarico allo scultore Caetani perché realizzasse il nuovo simulacro e subito dopo partì la volontaria e massiccia contribuzione economica popolare dell’intera città perché Venafro tornasse ad “avere” il suo San Nicandro da venerare e portare in processione a metà giugno in occasione delle festività patronali. Tanto che, rubato quello storico del ‘600 napoletano il 25 giugno 1986, già l’anno successivo ossia il 13 giugno 1987 il nuovo Busto argenteo di San Nicandro venne scoperto e presentato alla città in piazza Cimorelli al rione Mercato, con migliaia di fedeli venafrani ambosessi e di tutte le età ad affollare la piazza come appunto la foto mostra, ammirare il nuovo San Nicandro, pregare e da allora eleggerlo a nuovo simbolo della fede popolare nei confronti del Martire che nel 303 d.C., mentre a Roma imperava Diocleziano, andò incontro alla lama del boia pagano dell’Antica Roma assieme al fratello San Marciano, avendo entrambi ribadito in tutta convinzione  la loro fedeltà al Cristianesimo, la nuova religione che di lì a poco avrebbe portato alla fine della Roma pagana. Santa Daria invece, moglie del Santo Patrono di Venafro, sarebbe stata martirizzata in altro luogo, con metodi diversi e successivamente al marito ed al cognato, giusto come prevedeva la legge romana dell’epoca.

Lo storico Busto di San Nicandro rubato nel 1986 e mai più ritrovato

Il 13 giugno dell’87 quindi San Nicandro “torna” a Venafro e ad accoglierlo in piazza Cimorelli c’era praticamente tutta Venafro ! La foto è ampiamente eloquente al riguardo e mostra tanti della Venafro del tempo che non vollero mancare all’appuntamento. Un particolare in quel pomeriggio del 13 giugno 1987 : a scoprire il nuovo San Nicandro venne chiamato un fanciullo di Venafro, oggi capofamiglia, che in occasione della raccolta di fondi popolari per realizzare il nuovo simulacro sacro corse nella propria cameretta, ruppe il salvadanaio, prese tutte le lire all’interno e le offrì di slancio e in piena convinzione al Comitato per la Nuova Statua che aveva bussato alla porta di casa ! E giusto qualche giorno, ossia dal 16 al 18 giugno successivi, i venafrani tornarono a mettersi in spalla il loro nuovo Santo Patrono, portandolo in processione per la città in un immenso bagno di folla al seguito o in attesa lungo le strade e le piazze cittadine. Già, il terribile furto sacrilego di San Nicandro nel giugno dell’86 ! Tante ricerche, tantissimi contatti, un mare di uomini e donne in azione all’epoca, ma della bellissima immagine della Scuola Orafa Napoletana del ’600 -tra le migliori d’Italia !- non si ebbe più traccia né notizia. Sparito, volatilizzato, nessuna notizia di sorta ! Riprendere le ricerche oggi ? In quali direzioni muoversi ? E’ ancora possibile il recupero ? il veneratissimo busto argenteo raffigurante il Santo Patrono di Venafro è in Italia, in qualche Stato europeo o in altro Continente ? Esiste ancora da qualche parte o, speriamo che tanto non sia mai avvenuto, è stato sciolto per ricavarne argento da commerciare ? Interrogativi pesanti e sin qui mai risolti, purtroppo ! Un giorno ci saranno novità ? Chi può dirlo … !

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