di Tonino Atella

Gran freddo nella serata di San Giuseppe a Venafro, ciononostante tanti “favor”, ossia i falò accesi su piazze e slarghi, e numerosi messaggi dal fuoco che ardeva in piazza, particolarmente per la tragedia in Ucraina e la richiesta a gran voce di pace. Così in sintesi la serata di San Giuseppe a Venafro, caratterizzata al solito da numerosi “favor” accesi in diversi rioni del centro storico, dalla piazzetta di Sant’Antuono a Porta Nova, dalle Manganelle al Mercato ed altrove. E dappertutto applausi per il fuoco che ardeva, i “Viva San Giuseppe” sempre numerosi nella circostanza, anziani della città cimentatisi ben volentieri nell’accensione dei favor (come la simpaticissima Zia Vincenzina che ha dato il via al falò di Sant’Antuono) e numerosi messaggi scaturiti dalle fiamme e dalla tipica serata popolare venafrana. Tra tali messaggi da segnalare il pensiero di molti per la tragedia in Ucraina e le vicissitudini che stanno vivendo gli ucraini, dal che l’unanime richiesta di “Pace Pace Pace” che anche Venafro ha innalzato, sperando di essere ascoltata. Quindi l’aspirazione unanime a ripartire col lavoro e le attività sociali, pensieri espressi da Cristian dinanzi al proprio falò delle Manganelle. Ed allora W San Giuseppe, W  “I Favor” e W la Pace in Ucraina, perché il mondo ritrovi finalmente la sicurezza e la tranquillità smarrite.

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