di Tonino Atella
Intanto prosegue la disponibilità della famiglia Vera di Venafro che ha accolto a braccia aperte a casa propria mamma Inna, 38 anni, e la figlia Diana, 7 anni, entrambe ucraine.
L’assistenza socio/umanitaria a favore dei profughi ucraini è continua e preziosa in tante città d’Italia. Ovunque ci siano necessità in tal senso l’italiano in genere non si tira indietro ed offre la propria piena disponibilità perché ucraini ambosessi e di ogni età che hanno trovato riparo sul nostro territorio nazionale per sfuggire alle bombe sulla loro terra vivano nella piena legalità e in tutta sicurezza, affiancati appunto dalla solidarietà umana.

Da citare, al riguardo, il caso della famiglia venafrana del prof. Giuseppe “Peppino” Vera che con immediatezza e schietto slancio socio/umanitario è tornata ad accogliere a casa propria mamma e figlia ucraine, richiamandole dalla loro martoriata patria perche vivano in sicurezza in Italia. Si è scritto di “ritorno” in quanto mamma Inna, oggi 38enne e madre della piccola Diana di 7 anni, era stata già ospite della famiglia Vera negli anni ’80 all’età di 10 per sfuggire alle conseguenze del disastro di Chernobil. Oggi Inna, madre e moglie di un ingegnere aeronautico ucraino rimasto in paria per difendere la patria, e sua figlia Diana sono ospiti dei Vera a Venafro, vivendo finalmente in piena sicurezza.

E sempre a Venafro prosegue la meravigliosa azione legale/assistenziale del Circolo Venafrum a favore dei profughi ucraini. Ce ne parla il referente del Circolo, l’avv. Franco Macerola : “Il Circolo Venafrum -spiega il legale- continua la sua azione di volontariato nei confronti dei profughi ucraini ai quali sarà data assistenza gratuita. Personalmente mi occuperò degli adempimenti necessari per tutte le necessità previste dalla legge, tipo la comunicazione di ospitalità, la dichiarazione di presenza ed il permesso di soggiorno, nonché di altro eventualmente necessario”.






























