di Tonino Atella

L’appuntamento popolare di storia, cultura e fede per tornare a celebrare i Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, che nel 303 d.C. s’immolarono per l’affermazione del Cristianesimo nell’importante provincia dell’Antica Roma, Venaphrum.

Non c’è ancora certezza ufficiale che si tenga nella sua interezza storica, una volta conclusi i terribili anni del covid  che ne hanno ridotto tantissimo le edizioni 2020 e 2021, praticamente cancellandole. Sussistono però forti possibilità che quest’anno finalmente torni ad essere svolta  in toto per la gioia e la soddisfazione della massa dei venafrani, che da un biennio attendono di tornare a festeggiare e celebrare con la consolidata e storica partecipazione popolare coloro i quali, i Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, nel 303 d.C. si sacrificarono per l’affermazione definitiva del Cristianesimo nell’importante provincia dell’Antica Roma, Venafro appunto. Si sta scrivendo, si sarà capito, della cosiddetta ”Festa di San Nicandro”, il plurisecolare trittico festivo patronale del 16, 17 e 18 giugno in onore dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria che Venafro da secoli festeggia ma che nell’ultimo biennio non ha potuto farlo causa covid. Col 2022 però si dovrebbe tornare finalmente a celebrare e festeggiare come da consolidata e storica consuetudine popolare cittadina. Tanto viene da scrivere in ragione del fatto che molti appuntamenti pubblici sono tornati ad essere autorizzati. Citiamo la Via Crucis Vivente degli scout del Venafro 4 dell’Agesci che si terrà domenica 3 aprile a Venafro ed il Trofeo San Nicandro di corsa su strada di domenica 12 giugno sempre a Venafro, per cui si ha motivo di ritenere che anche la Festa di San Nicandro dei successivi 16, 17 e 18 giugno possa tornare finalmente ad effettuarsi nella sua interezza, giuste le attese unanimi.

Ed allora, sperando che tanto avvenga, “ritroviamo” idealmente l’importante ricorrenza popolare, ricordandola per sommi capi quale auspicio beneaugurante perché la si possa di nuovo svolgere nel prossimo giugno, per intero e come storia, cultura e fede popolari venafrane vogliono. S’iniziava, ricorderete, col “Mese di San Nicandro”, le trenta celebrazioni di primo mattino (h 7.00) in Basilica per prepararsi spiritualmente al trittico festivo di metà giugno con riti presieduti a turno dai parroci dell’intera Diocesi d’Isernia/Venafro. E si apriva, il 17 maggio all’alba, trasferendo dall’Annunziata alla Basilica il Busto argenteo del Santo Patrono e i Simulacri Sacri dei Santi Martiri perché “presenziassero” all’apertura del mese delle celebrazioni, prima di riportare il tutto all’Annunziata. Tale giornata, un tempo, era denominata in dialetto venafrano “ Sant’ Ncandriegl’ “, una sorta di piccolo San Nicandro, e le generazioni trascorse nella giornata facevano festa serale al rione Mercato, consuetudine comunque oggi non più attuata. Quindi nella notte tra il 15 ed il 16 giugno la simpatia della tipica “bandarella” giovanile per le strade venafrane ad annunciare a tutti la festa e dal primo mattino del 16 giugno fuochi pirotecnici ad introdurre la tre giorni di festa e celebrazioni. A seguire le bande musicali in giro per l’abitato, la processione del tardi pomeriggio del 16 giugno per trasferire Busto argenteo del Patrono e Simulacri sacri in Basilica ed intanto stand ambulanti un po’ dappertutto, il rione Mercato pronto con sedie e tavolini ad accogliere gente per l’intrattenimento serale e i gustosi momenti di piacevole convivialità, il parco dei divertimenti allestito lungo viale San Nicandro per la gioia dei più piccoli e dei giovani, luminarie a rischiarare il piazzale della Basilica, viale San Nicandro, corso Molise, piazza d’Acquisto, via Roma, piazza Vittorio Veneto e piazza Cimorelli, dove a sera puntualmente erano presenti in tanti per ascoltare ed applaudire i gran concerti bandistici. L’indomani, il 17 giugno ricorrenza del Patrono San Nicandro, ancora giri bandistici per  la città, la grande fiera di merci varie da piazza D’Acquisto a Via Maiella, in Basilica il pontificale con l’offerta di ceri e chiavi della città al Patrono perché protegga la città e i suoi abitanti e a sera ancora intrattenimento musicale al rione Mercato, con la tipica convivialità.

Il 18 giugno, gran chiusura dei festeggiamenti con la solenne e partecipatissima processione serale, preceduta dalla tradizionale “ammessa”, l’asta popolare sul piazzale della Basilica per avere l’onore e l’onere di mettersi in spalla i simboli della fede popolare venafrana  portandoli in giro per l’abitato cittadino tra tantissima gente ad ammirare e pregare. Ci si “sfida” a colpi di centinaia, migliaia di euro ed alla fine i vincitori escono soddisfatti dalla Basilica col Busto argenteo del Santo Patrono sulle spalle, mentre la banda musicale intona l’Inno popolare che tutti cantano in coro. Dopodiché parte la processione conclusiva, cui nessun venafrano intende mancare ! Ed é notte quando per riporveli si rientra all’Annunziata col venerato Busto argenteo del Patrono e i Simulacri sacri dei Santi Martiri a conclusione della solenne processione caratterizzata dai ripetuti canti corali del bellissimo Inno popolare ai Santi Martiri “Sciogliam di lode un cantico, o popol venafrano…”, scritto nell’800 dal poeta Raffaele Atella e musicato dal canonico Domenico Criscuolo, entrambi venafrani. E tante nella circostanza sono l’intensità e l’emozione che si leggono sui volti di quanti a migliaia cantano in coro sul piazzale della Basilica, a “Muscuriglie”, su Corso Molise, in piazza Cimorelli, alla Cattedrale, alla Chiesa di Cristo, in piazza Totò a Castello Pandone e finalmente all’Annunziata, ossia nei luoghi per tradizione destinati ai canti corali di tale Inno popolare che tutti i venafrani conoscono a menadito e che attesta la passione unanime della collettività locale per i loro Santi Martiri. “La Festa di San Nicandro” è conclusa ed a suggellarla pensano i fuochi pirotecnici, puntualmente belli e meritevoli dei fragorosi applausi dei tantissimi venafrani che li ammirano ben volentieri, nonostante l’ora tardi. Ecco, tutto questo ed altro ancora si auspica torni il 16, 17 e 18 giugno prossimi con la Festa di San Nicandro 2022, stante la storia, la cultura e la fede dell’intera collettività venafrana.

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