di Tonino Atella

C’è una grossa e reale esigenza umanitaria in atto. Ospitare in maniera dignitosa i profughi ucraini, per lo più donne con figli minori in fuga dalla loro martoriata terra d’origine causa l’assurda e devastante guerra in atto, offrendo loro una umanitaria sistemazione logistica, una casa dove ripararsi dal freddo del periodo, restando in Italia in attesa che abbia termine la tragedia nel loro Paese per farvi ritorno e ritrovarvi i loro uomini, gli affetti di una vita, il lavoro, il futuro e tutto il resto. Ebbene anche il Molise deve essere responsabilmente in prima linea in tutto questo, individuando le sistemazioni da offrire a tali sfortunatissimi profughi. Oltre ad assistenza e sopravvivenza sotto forma di generi alimentari, vestiari, medicinali ect., ambiti nei quali i molisani continuano a distinguersi alla grande confermando la loro proverbiale generosità e magnanimità d’animo, serve a donne e minori ucraini prima di tutto una casa, seppure modesta, dove vivere nell’emergenza del loro terribile momento.

Soprattutto alloggi popolari vuoti, assegnati in precedenza agli aventi diritto, ma per motivazioni varie col tempo lasciati liberi o addirittura mai abitati. Situazioni siffatte ce ne sono un po’ dappertutto nella nostra regione -da Venafro a Termoli giusto per citare gli estremi territoriali, senza ovviamente bypassare i Comuni dell’interno- per cui con pieno senso di responsabilità e in punto di diritto appare compito degli Iacp del Molise, gli Istituti Autonomi Case Popolari, e dei singoli Comuni della Regione nessuno escluso, monitorare le rispettive situazioni abitative pubbliche per individuare, laddove sussistono, alloggi non utilizzati e metterli finalmente a disposizione dei profughi dell’est europeo. Trattasi di un discorso dal duplice scopo socio/umanitario : innanzitutto rimettere nel circuito sociale perché finalmente vengano abitate le case di edilizia economico/popolare vuote per motivi diversi, quindi dare l’accoglienza giusta a mamme e figli minori ucraini allontanatisi in tutta fretta dalla loro terra martoriata. A tanto possono provvedere tanto gl’ Istituti Autonomi Case Popolari della regione che gli stessi Comuni molisani, monitorando la situazione di fatto e, una volta accertate le eventuali situazioni di alloggi popolari liberi, predisponendo perché accolgano quanti ne hanno effettivo bisogno. Del resto il denaro pubblico utilizzato per realizzare siffatte case “pretende” che vengano abitate e non certo lasciate vuote. E sarà bellissimo vedervi sorridere all’interno tanti minori col diritto di crescere bene, tranquilli e con confortanti prospettive.

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