di Tonino Atella
Un evento che ai fedeli venafrani non piace affatto ! In effetti continua a mancare la Santa Manna alla Basilica di San Nicandro a Venafro ed anche ieri, 17 del mese e ricorrenza mensile della decapitazione del Patrono della città -Nicandro, il giovane ufficiale dell’esercito romano- avvenuta il 17 giugno del 303 d.C. per mano del boia pagano su ordine dell’imperatore dell’Urbe Diocleziano che cercava in tutti i modi di riportare l’importante provincia di Venaphrum al paganesimo dopo che la sua popolazione si era convertita al Cristianesimo- anche ieri appunto si è constatato che l’attesa Santa Manna continua a mancare.

A verificarlo i Frati Cappuccini del Convento Francescano della città che, nel corso della celebrazione serale scesi nella Cripta sottostante la Basilica per attingere la S. Manna dal pozzetto a ridosso del Sarcofago del Santo Patrono, hanno tirato su il secchiello completamente asciutto e vuoto, dandone immediata notizia ai fedeli presenti, asserendo dall’altare : “La Santa Manna non c’è !”. Silenzio assoluto in Basilica, seguito subito dopo dal canto corale di “Sciogliam di lode un cantico, o popol venafrano …”, primi versi dell’Inno ai Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, suonato ed interpretato dal Coro di San Nicandro unitamente ai fedeli presenti. Perché, ci si chiederà, non piace affatto ai venafrani la mancanza della Santa Manna in Basilica ?

Stando alla consolidata fede popolare che deriva da secoli di dedizione alla venerata triade di Martiri venafrani, si ritiene che la presenza del liquido (mai sin’ora scientificamente accertato nella sua essenza naturale in base ad analisi ufficiali di laboratorio !) a ridosso della cripta sottostante la Basilica attesti la vicinanza del Santo Patrono, San Nicandro, alla collettività locale ed alle sue prospetti ve di crescita. La sua mancanza, si capirà, non è affatto un riscontro positivo, secondo la diffusa fede popolare di Venafro e dei centri limitrofi. Nel recente passato, e le generazioni trascorse ne erano assolutamente convinte , si era soliti (quando c’era …) chiedere ai Frati la Santa Manna per ingerirne qualche goccia, cospargersene il corpo e portarla a malati, allettati e sofferenti. Tanti “i miracoli”, come guarigioni, scampati pericoli e tant’altro, attribuitole e ad attestarlo c’erano le decine e decine di “voti”, donati al Convento ed esposti nel porticato interno del sito religioso quale testimonianza di fede popolare, “voti” rimossi anni addietro per interventi di ristrutturazione su tale immobile e non ancora riposizionati. Venafro quindi continua in punto di fede a pregare perché la Santa Manna ricompaia in Basilica e lo farà puntualmente il prossimo 17 maggio all’ennesima ricorrenza mensile del trapasso del Santo Martire e Patrono, sperando finalmente nella sua ricomparsa così da rasserenare le menti e gli animi di tutti, mercé la ritrovata e tanta necessaria “vicinanza” di San Nicandro, l’Uomo della Vittoria della fede cristiana !































