di Tonino Atella
Pasquetta extra time a Venafro. Non il lunedì dopo Pasqua, come avviene di solito ovunque in Molise come altrove in Italia, bensì il martedì in albis, ossia 24 ore dopo. Ed unica è anche la denominazione dell’appuntamento: in stretto dialetto venafrano, “ i cummit’ “, che sta per convivio. Dove i venafrani celebrano, festeggiano e trascorrono il loro tipico ed imperdibile “ cummit’ “, dove cioè amano conviviare ? Appena fuori l’abitato, per la più classica gita fuori porta, senza salire in macchina per raggiungere località distanti : esattamente tra i secolari uliveti del Campaglione, periferia occidentale della città, accolti da un ambiente meraviglioso, come appunto quello venafrano, all’ombra di alberi magnifici, gli ulivi, e distesi su tappeti naturali, ossia quei prati che invitano all’aria aperta per stare in compagnia, divertirsi, mangiare, cantare e finalmente riposarsi, se si ha voglia e tempo. Viceversa spazio al divertimento no stop assieme a coetanei e compaesani. Così in estrema sintesi “ i cummit’ “ del martedì dopo Pasqua a Venafro, ritrovo oggi assolutamente imperdibile soprattutto da parte delle nuove generazioni. Un tempo l’appuntamento era per intere famiglie, compresi anziani e minori in tenerissima età. Il lavoro dei più era nell’artigianato, nel commercio e in agricoltura, i pubblici dipendenti, gl’impiegati si contavano sulle punte delle dita, per cui ognuno si ritagliava a proprio piacimento la giornata lavorativa. Ergo, nessuno al lavoro a Venafro il martedì dopo Pasqua e tutti, in massa, al Campaglione per il tradizionale, partecipatissimo ed un sacco divertente “ cummit’ “, a cui non si rinunciava nemmeno per tutto l’oro del mondo ! Basta pensare che si andava il giorno prima al Campaglione per stendere le tovaglie a terra su cui all’indomani si sarebbe mangiato, occupare ampi spazi e preparare al meglio “ i cummit’ “ dell’indomani.

Per i ritardatari invece levataccia all’alba il martedì per raggiungere anzitempo gli uliveti dietro la Cattedrale, ossia del Campaglione, ed avere i propri spazi per l’interminabile, intensa e bellissima giornata della convivialità paesana. E finalmente dalle prime ore del mattino del martedì, “ i cummit’ ! Tra i secolari uliveti centinaia di famiglie al completo, chitarre e fisarmoniche a suonare a go/go, canti e ritornelli a non finire, brindisi col frizzante rosso locale che non si contavano e donne di casa ad “apparecchiare” la tovaglia a terra, mentre gli uomini prendevano ad arrostire di tutto e di più. Intorno a mezzogiorno si prendeva a mangiare e bere, con ciascuna comitiva che invitava quella accanto a “favorire” ! Era partito il divertimento, il piacere di ritrovarsi tra gente che si conosceva e nell’abbraccio di una natura assolutamente preziosa, mentre si passava volentieri da una spaghettata al pollo, dalla salsiccia al formaggio di casa, da frittate a verdure di ogni tipo ect., il tutto ovviamente “bagnato” da un … fiume di rosso locale. E più si andava avanti e più si cantava, si ballava, si mangiava e si beveva ! Le soste, il riposo, il silenzio ? No ! “ I cummit’ “ prevedeva e pretendeva tutt’altro e sino a sera inoltrata, quando cioè le prime ombre serali inducevano al rientro, con l’intesa però di ritrovarsi – “ s’ vò Dì … “, se vuole Dio …, erano gli auspici beneauguranti – l’anno successivo allo stesso posto per altro intensissimo ed oltremodo divertente “ cummit’ “ tra gli oliveti del Campaglione ! La situazione oggi, terzo millennio ? “ I cummit’ “ venafrano tira comunque , attizza sempre, ma essenzialmente sono i ragazzi ambosessi che continuano a praticarlo divertendosi a loro volta un mondo, un po’ come facevano i loro papà, i nonni e i bisnonni. Ed anche le nuove generazioni di questo inizio di terzo millennio saranno domani di primo mattino sui prati verdi degli oliveti della Cattedrale per divertirsi, cantare, ballare e mangiare nell’abbraccio di una natura assai accogliente. Ed allora buon “ cummit’ “ alle comitive giovanili venafrane, con l’intesa di lasciar puliti e in ordine quei magnifici tappeti verdi naturali del Campaglione, vanto storico di tutta Venafro e come tali da rispettare col dovuto senso di civiltà.






























