di Tonino Atella
Oggi la struttura è in evidente e progressivo degrado, senza che dal Comune s’intervenga a recuperare ripristinando l’efficienza e l’accoglienza del servizio.
I lavatoi comunali pubblici nei centri piccoli e grandi del Molise un tempo erano autentici gioielli ben tenuti ed esempi evidenti di arte, comportamenti, abitudini e saggezza popolare. Le massaie, vuoi perché mancava in casa l’acqua corrente o semplicemente per risparmiare dovendo fare i conti con risorse economiche familiari decisamente ridotte, se ne servivano di continuo per il bucato di casa, per lavare coperte e lenzuola e per qualsiasi altra incombenza domestica che richiedeva l’utilizzo di acqua corrente a josa.

Conseguentemente erano frequentatissimi da anziane, donne mature e figlie, e rappresentavano l’ occasione migliore della giornata per raccontarsi e raccontare fatti di paese, incontrarsi e dire della vicenda particolare della “comare”, l’episodio del “compare” e la vita dei figli a scuola o sul lavoro. All’interno del lavatoio comunale si svolgeva cioè “la pellicola” della vita quotidiana e spicciola di paese e non di rado si discuteva ad alta voce, anche controbattendo quanto asserito dalla comare che stava lavando il bucato poco distante. Altresì il luogo giusto per rinsaldare amicizie e parentele, passandosi un po’ di sapone se quello portato da casa era finito o aiutandosi vicendevolmente se la coperta o il lenzuolo erano particolarmente pesanti una volta impregnati d’acqua corrente che rischiava di portarli via. Si lavorava, s’inciuciava, si litigava, si sorrideva, si cantava ad alta voce, si diceva del pranzo o della cena della giornata e si raccontava tanto al lavatoio comunale di paese, diventando così tale luogo il fulcro della vita paesana. Ed intanto il bucato di casa appena lavato e sciacquato nell’acqua corrente si stendeva profumatissimo ad asciugare all’interno della stessa struttura e ciascuna massaia ammirava ed appezzava quanto fatto dalla compaesana. I lavatoi comunali oggi in Molise ? Tanti sono spariti del tutto, pochi sono ben tenuti ed abbastanza utilizzati, ma la gran parte sono decisamente cadenti, in progressivo deterioramento e di fatto abbandonati al loro destino dalle istituzioni pubbliche del posto, che al contrario dovrebbero usare tutt’altro atteggiamento e riguardo, stante la storia, le tradizioni, le abitudini e i costumi che siffatte strutture continuano a rappresentare e raccontare.

E purtroppo tra i lavatoi pubblici del Molise in totale degrado ed abbandono va segnalato anche quello venafrano di Via Mulino, situato appena a sud delle copiose e limpide acque sorgive e correnti cittadine e risalente alla seconda decina del ‘900, ma con segni evidenti di pessima conservazione. La bellezza e la sua suggestione trascorse sono ormai ricordi sbiaditi, mentre prevalgono distruzione, deterioramento ed assenza assoluta di controllo, tutela e salvaguardia. Nessuno che se ne occupi, nessuno che lo conservi, nessuno che lo tuteli e conseguentemente, vuoi anche i tempi moderni che tutto cambiano, nessuna massaia venafrana -tolte rare eccezioni che si contano con le dita di una sola mano !- pensa più di servirsene, essendo la struttura in buona parte distrutta e deteriorata, oltre che versare in pessime condizioni in fatto di pulizia ! Non bastassero cioè i danneggiamenti progressivi all’interno del servizio, la fanno da padroni anche rifiuti di ogni genere, complice un controllo preventivo che continua a mancare. E’ così che si rispettano storia, usanze, abitudini e comportamenti delle nostre trisavole, nonne e mamme massaie ? Consentite qualche amara perplessità …






























