Consorzio-bonifica-sede-venafro-768x514-620x264

di Tonino Atella

Da un consorziato, cioè da un iscritto negli elenchi  dell’ente consortile di bonifica venafrano riceviamo il contributo che di seguito ospitiamo. Lo facciamo nella convinzione che possa contribuire finalmente a che cambino in maniera radicale metodi, mentalità e criteri gestionali al Consorzio di Bonifica di Venafro, ente pubblico preposto a migliorie, servizi ed incentivi per lavoro ed imprenditoria in ambito agricolo dell’estremo Molise dell’ovest da Sesto Campano a Montaquila, cui si aggiunge l’ambito del Casertano altissimo di Capriati al Volturno. Ecco il contributo del consorziato della bonifica del Venafrano, che pubblichiamo integralmente : “Si è appena letto di sbandierate innovazioni democratiche nella gestione del Consorzio di Bonifica di Venafro affermate a più voci dall’amministrazione consortile in carica che continuerebbe ad apportare novità sostanziali di spirito democratico nella conduzione e nella gestione della macchina politico/amministrativa della bonifica venafrana. Tante “prime volte”, diverse “novità” in atto o in cantiere al fine di conferire -voglia Dio !-  effettivo spirito partecipativo, egualitario, paritario e democratico alle faccende consortili del territorio, per decenni retaggio di pochi a scapito della massa dei consorziati. Tanto che, e piace qui riproporre all’attenzione anche dei neo amministratori democratici consortili l’iniziativa ultima dei cosiddetti “NOI CONSORZIATI NOSTRO MALGRADO”, come si autodefinirono tempo addietro gl’interessati. Questi chiedevano, e chiedono tuttora, la cancellazione dagli elenchi consortili -e quindi il venir meno di loro obblighi contributivi di sorta- in ragione del non utilizzo dei servizi consortili che impongono i predetti contributi, ricadendo le loro proprietà terriere ed immobiliari in aree urbanizzate da decenni e come tali non più nelle condizioni di fruire di alcunché di quanto il Consorzio di Bonifica di Venafro elargisce. <Se non ricevo servizi, perché devo pagare tributi per servizi che non ricevo ?>, il semplice ma logico ragionamento dei predetti “NOI CONSORZIATI NOSTRO MALGRADO”.

Niente ! “Si deve pagare e basta ! Mosca e zitto !”, la replica mai dichiarata ufficialmente ma di fatto annualmente applicata, tant’è il prelievo gratuito di denaro dalle tasche di tanti malcapitati consorziati ! Ed allora : sapranno i nuovi “democratici” amministratori consortili rimuovere finalmente una norma abbondantemente ingiusta ed invisa per quanto appena scritto ? Sapranno cioè depennare dagli elenchi consortili coloro che non hanno più alcunché a che vedere con l’attività della bonifica, evitando di continuare a spedire loro le tanto invise “buste verdi raccomandate” quali atti giudiziari per sollecitare pagamenti, pena la … non emissione di tessera (!?!) in loro favore? Assurdità uniche, si creda ! Ed ancora, signori neo amministratori democratici della Bonifica venafrana : riuscirete una volta per tutte a rimuovere dai fertili e coltivabili terreni della piana di Venafro le tonnellate di canalette di cemento della precedente irrigazione a scorrimento da decenni in disuso a seguito dell’attivazione del nuovo servizio irriguo a pressione che tante migliorie continua ad apportare all’impresa agricola del territorio? Tali manufatti di ferro e cemento, in gran parte frantumati, inservibili, rotti e ridotti in pezzi, continuano purtroppo a “impreziosire” tanti appezzamenti, sottraendo migliaia di mq di terreni alle coltivazioni e in molti casi impedendo l’accesso sui terreni ai moderni mezzi agricoli per la loro coltivazione. Certo, le aree occupate da tali canalette erano state espropriate ai privati, ma lasciare tanto ferro e cemento sui terreni, oltre che ingombrante, è soprattutto pericoloso ! E poi : perché mai non decidersi a rimuovere e portar via quanto non serve più ad alcuno, come appunto le vecchissime ed ormai inutili canalette a scorrimento ?”. Il prosieguo delle esternazioni del nostro : “Dulcis in fundo, signori amministratori consortili democratici di Venafro, il principe delle innovazioni da apportare nell’ente di via Colonia Giulia, se effettivamente e se sino in fondo s’intende conferire parità, uguaglianza, partecipazione e democrazia all’ente pubblico affidatovi, è una sola : la cancellazione definitiva e completa delle fasce, ossia del sistema di suddivisione dei contribuenti in base ai tributi versati ! Tributi che, sentite sentite …, garantiscono quantità di voti in ragione appunto del denaro versato che scaturisce dalle proprietà possedute ! Il massimo, se permettete, dell’antidemocrazia e dell’ingiustizia civile e sociale ! Cioè, più possiedi, più voti hai e più comandi al Consorzio di Bonifica di Venafro! E dire che invece i “Paperon d’Italia”, i ricconi del nostro Stivale, una volta in cabina elettorale per elezioni politiche o amministrative, hanno diritto ad UN SOLO VOTO, non importa se il loro portafoglio è gonfio ! Non così invece all’ente di bonifica venafrano, dove imperavano (e imperano !) i possidenti ed il cui piccolo proprietario é ridotto all’angolo, ai margini della vita amministrativa dell’ente da norme abbondantemente ingiuste! Intanto però su siffatte illogiche basi si è retto ed è stato amministrato per tanti decenni il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, quale preciso retaggio e regno -checché si voglia dire- di pochi fortunati possidenti e proprietari terriero/immobiliari che, forti della messe di voti che riservava loro la norma, amministravano a loro piacimento escludendo la massa dei consorziati dai più democratici diritti partecipativi ! Ecco, è tempo di cancellare siffatta palese ingiustizia sociale, instaurando vera ed effettiva democrazia nella gestione della bonifica venafrana. Per cui, signori neo amministratori democratici (aggettivo, quest’ultimo, non a caso ripetuto a josa… ) dell’ente di bonifica del Molise dell’ovest, la cancellazione delle fasce e l’equiparazione di tutti i consorziati in un unico elenco contributivo degli iscritti, in maniera tale che tutti abbiano nel seggio elettorale consortile UN SOLO VOTO, significherà realmente che la democrazia è entrata dalla porta principale dell’ente, senza più uscirne !”.  “Ed a quel punto -conclude il consorziato che chiede vera democrazia -nessuno più degli iscritti negli elenchi contributivi consortili -si ha motivo di ritenere- chiederà di uscirne, sentendosi finalmente parte attiva di un’unica e vera famiglia consortile, mercé l’apporto paritario di tutti, nessuno escluso”.

Articolo precedenteL’ORSO WOJTEK AVRA’ IL MONUMENTO IN VIA MAIELLA A VENAFRO, INAUGURAZIONE IL 17 MAGGIO ORE 10
Articolo successivoRUBRICA L’OPINIONE: VENAFRO, BOCCHE IN ACQUA