Parco dell’Ulivo di Venafro

50mila euro all’anno dal 2022 al 2024. E’ questo l’importo chiesto dall’assessore Nicola Cavaliere per il Parco regionale dell’olivo di Venafro. E pensare che la legge istitutiva del parco prevede uno stanziamento di 150 mila euro annui. Non distribuiti su tre.

Politicamente appare lampante che l’assessore regionale all’Agricoltura sta vantando la paternità di una richiesta da spendersi poi politicamente l’anno venturo, in occasione della campagna elettorale.

Ma è una miseria e Venafro paga il prezzo di non avere in aula un esponente politico del territorio che lotti per gli interessi della città e dei venafrani.

La presenza di Cotugno, infatti, non pare abbia portato i giusti frutti per la città rimasta ferma al palo nonostante  anche il sindaco Alfredo Ricci abbia intrapreso la strada della fedeltà al governo Toma.

Né la permanenza in aula di Vittorio Nola, che però ha dalla sua il fatto di stare all’opposizione,  ha prodotto un particolare interesse del governo regionale.

Insomma, Venafro è messa all’angolo. Destinata, stando così le cose, a fare le fine dell’entroterra molisano dimenticato da tutto e da tutti.

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