di Tonino Atella

“Ho fiducia nelle istituzioni e spero presto di accedere in un alloggio più confacente alle mie possibilità fisiche”, è la pacata dichiarazione dell’uomo.

E’ prossimo agli 80 anni, è originario della Campania, da anni vive da singolo a Venafro dove è assegnatario di un alloggio popolare, che però è situato al quarto piano di un immobile condominiale senza ascensore di via S. Andrea di proprietà dell’Iacp isernino. La mancanza dell’ascensore in effetti gli impedisce di scendere da casa e rientrarvi tranquillamente stante le sue difficoltà deambulatorie, come risulta da personale certificazione medica. Il nostro, conosciuto e ben inserito a Venafro, si è perciò rivolto per iscritto alla sede pentra dell’Istituto Autonomo Case Popolari chiedendo una sistemazione abitativa più consona alle proprie ridotte possibilità fisiche. “Ho obiettive difficoltà negli spostamenti -afferma l’uomo, persona tranquilla- e spesso rinuncio ad uscire di casa, stanti gli sforzi fisici per scendere le scale e rientrare, salendo quattro piani a piedi.

Chiedo perciò all’Istituto isernino, che anticipatamente ringrazio dell’attenzione al mio caso, se può assegnarmi sempre a Venafro un alleggio più facilmente accessibile, ad esempio a pian terreno o al massimo al primo piano rialzato, consentendomi così una esistenza maggiormente confacente alle mie possibilità fisiche”. Le ulteriori considerazioni dell’anziano: ”Vivo da solo -afferma l’uomo- e spesso devo rinunciare a tanto, addirittura ad uscire, date le mie obiettive difficoltà quotidiane negli spostamenti e nel salire i piani di casa con consistenti pesi nelle mani. Da quanto mi risulta, esistono a Venafro soluzioni abitative di edilizia popolare confacenti al mio caso. Case popolari cioè assegnate, di facile accesso, ma non abitate. L’Iacp d’Isernia potrebbe tornarne in possesso, non venendo utilizzate da anni dagli assegnatari, e finalmente assegnarle a chi ne ha diritto e necessità, come il sottoscritto. Penso che sia questo un discorso di diritto e di giustizia sociale, senz’altro da porre in essere”. Alla luce di tutto quanto, cosa pensa di fare ? “Aspettare -conclude l’anziano- non posso fare diversamente. Ho comunque fiducia nelle istituzioni pubbliche e spero di entrare presto in un alloggio più confacente alle mie ridotte possibilità fisiche”. Viene data una mano all’80enne venafrano ? Francamente lo speriamo di vero cuore ! Ovvio che questo organo d’informazione divulgherà con piacere l’intervento dell’Iacp pro 80enne venafrano, una volta risolti gli assilli quotidiani della sua esistenza.

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