di Tonino Atella

La causa è l’assenza del benché minimo intervento di pulizia, taglio e rimozione del verde abbondante, incolto e cresciuto a dismisura lungo gli argini.

Un fiume è il fiore all’occhiello del territorio in cui nasce e dal quale muove i primi passi, o meglio i primi metri del proprio corso. Ci si attiva cioè perché sia tenuto e presentato al meglio, quale cartina di tornasole e quindi di attrazione per l’intero ambiente in cui ha origine. Questo come principio di massima. Poi però accade che non sempre tanto avviene e a dolersene sono sia i pescasportivi che gradirebbero fruire di corsi fluviali perfettamente tenuti all’unisono con un territorio altrettanto ben conservato e rispettato, e sia delle popolazioni residenti negli ambiti comunali attraversati da tali bellissime acque fluviali, frutto di sorgenti locali. Purtroppo il risvolto -negativo- della medaglia riguarda Venafro ed il suo San Bartolomeo, fiume che nasce dal cuore storico della città, ossia dal laghetto del rione Ciaraffella, prima di dar vita al proprio corso e dopo aver alimentato con le sue copiose acque il lavatoio comunale della città risalente ai primi decenni del secolo scorso.

In effetti il San Bartolomeo, così come le foto allegate purtroppo confermano, inizia nel peggiore possibile dei modi ! Primi metri di corso addirittura coperti alla vista dall’abbondantissima vegetazione naturale cresciuta fitta e a dismisura lungo gli argini, senza che si provveda giammai a tagliare, rimuovere, portar via e pulire. Canneti fittissimi mai rimossi, rovi a farla da padroni e acque addirittura che “scompaiono” alla vista ! E questo accade in bella vista, addirittura in primissimo piano e giusto all’ingresso occidentale venafrano, lungo la trafficatissima Via Colonia Giulia. Tutti coloro cioè che entrano da ovest in Molise, provenienti dalla Capitale, dal Lazio o dalla Campania, hanno la sgraditissima sorpresa d’imbattersi nell’abbandono più assoluto, nel disordine completo e nel caos che purtroppo contraddistinguono in negativo, come scritto, i primi metri fluviali del San Bartolomeo ! Un “pugno nell’occhio”, o “allo stomaco” se si preferisce, che non fa certo bene all’immagine ed al buon nome di Venafro. Ciononostante disordine, sporcizia, verde incolto, fitte “canne al vento”, caos e tant’altro di simile continuano a caratterizzare in negativo il San Bartolomeo, fiume essenziale per la storia popolare di Venafro ma tenuto in pessimo stato, aspetto quest’ultimo che “non suona” affatto bene per la città e per ogni singolo venafrano. Si pulirà e si metterà ordine all’inizio del corso e lungo gli argini di tale importante fiume venafrano? Non resta che sperarlo, decisamente !

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