Il braccio destro di Donato Toma di nuovo nell’occhio del ciclone in Campania.
Giacomo Papa, sub commissario alla Sanità in Molise con una nomina fortemente voluta dal governatore commissario, è in attesa del verdetto della Corte di Appello di Napoli. L’accusa ha chiesto per l’avvocato 5 anni per il reato di concussione compiuta a danno di funzionari della stessa Asl di Benevento.
A conclusione della sua requisitoria, la Procura generale della corte di Appello, rappresentata in giudizio da Giovanna Correra, ha formulato, le richieste di condanna, andando nella direzione opposta a quella tracciata dal tribunale di Benevento che, a suo tempo, assolse tutti gli imputati. In effetti, rispetto alle richieste del primo grado presentate in aula dal pubblico ministero Assunta Tillo, qualche limatura c’è stata, ma niente di sostanzioso. Per cui, i 6 anni e 8 mesi chiesti a Benevento per Nunzia De Girolamo, sono diventati 6 anni di reclusione. Stessa pena è stata chiesta per l’ex direttore generale Michele Rossi. Mentre 5 anni sono stati invocati per gli altri 4 imputati, tra cui, come detto, c’è anche l’avvocato Giacomo Papa.
“Non ci sarebbe problema, se Toma pagasse Giacomo Papa con i soldi del suo portafogli. Ma, siccome lo paga, e lautamente, con i soldi dei cittadini del Molise, affinché si occupi, da sub commissario, della complessa fase del rientro dallo stato di debitore cronico, dallo status di fallimento acclarato dei conti della sanità locale, sarebbe stato non opportuno, ma doveroso, attendere l’esito di questo processo, anzi, del molto probabile processo in corte di Cassazione”?






























