Tracciare un bilancio politico dell’attività dell’On.le Testamento è impresa assai ardua. Una mission impossible, insomma. Perché di “politico” non solo non c’è traccia, ma quel poco che c’è è addirittura da avanspettacolo, da cabaret. Catapultata per miracolo nell’aula di Montecitorio in pieno boom grillino, quello delle elezioni politiche del 2018, quando per essere eletti bastava avere la carta di identità, l’uso minimo della parola e l’iscrizione al Movimento di Beppe Grillo, l’On.le “chi l’ha vista?” da allora sta ancora cercando il bandolo della matassa, inanellando negli anni una serie impressionante di gaffe, passaggi a vuoto e passi falsi. Una galleria degli orrori da far impallidire persino Dario Argento. Risultati concreti? Zero, ovviamente. Eppure il M5S è stato al potere ininterrottamente dal 2018, prima col Governo gialloverde del Conte 1, poi con quello giallorosso del Conte 2 e infine col Governo Draghi, quello attuale. Ma forse l’On.le Testamento non se n’è accorta. Nessuno l’ha avvisata. Non si spiegano, altrimenti, le interrogazioni per chiedere qualunque cosa a questo o a quell’altro ministero, come se fosse stata all’opposizione e non al Governo del Paese. Ma che importa, l’importante è mandare comunicati alla stampa e mettersi in posa per un bel post su facebook. Ma la rete, si sa, ha la memoria lunga, a differenza dell’On.le Testamento. E in molti sulla sua bacheca le hanno chiesto conto del cambio di casacca, visto che dopo l’espulsione dal M5S per non aver votato la fiducia al Governo Draghi, la Testamento invece di rassegnare le dimissioni e “tornare a casa”, come hanno sempre predicato i grillini, ha pensato bene di passare al gruppo “Alternativa”, tenendosi ben stretto lo stipendio intero, senza più restituire nemmeno un centesimo alla base elettorale. Per la serie “io so’ io e voi non siete un cazzo”: una marchesa del Grillo due punto zero. Da allora, l’On.le “Chi l’ha vista?” ha iniziato a migrare su posizioni “antisistema”, quelle che vanno di moda tra i duri e puri della rete, quelle acchiappa-consenso, insomma. Un esempio? Il putinismo ostentato sotto presunti post per la pace, dove il nome Putin non compare mai e soprattutto non compare mai una mezza condanna dell’aggressione Russa all’Ucraina. Ma chi nasce tondo, si sa, non può morire quadrato. E basta dare una rapida lettura dei commenti degli utenti sotto i post della sua pagina Facebook per rendersi conto del misero risultato. C’è chi le chiede, polemicamente, “e gli ucraini, però??”, e chi sconsolato afferma “mi associo agli altri commenti e smetto di seguire questi post” . Altri invece sono più espliciti nella polemica e scrivono “Si all’invio di armi o sarete complici di genocidio!!”; mentre altri ancora non hanno peli sulla lingua e ci vanno giù pesante: “suggerisci al tuo elettore quello che faresti per risolvere il problema, testa di legno, non a caso alle elezioni farai la fine di Renzi””. Insomma un festival degli insulti, più o meno espliciti, da sbellicarsi per le risate. Ma la colpa, ovviamente, non è della Testamento. A lei nessuno l’ha avvertita.






























