In particolare – spiega Di Primio – la revisione dello status dei Segretari comunali è un’urgenza rispetto alla quale l’Associazione ha presentato una proposta organica ai precedenti Governi, con l’obiettivo di dotare le Amministrazioni di una dirigenza forte. Se e’ irrinunciabile la figura del Segretario, è altrettanto vero che questa deve adeguarsi alle esigenze di una moderna amministrazione degli enti locali. Il Segretario quale figura dirigenziale apicale e di coordinamento della dirigenza, scelto sempre attraverso lo spoil system, e’ un primo passo in tal senso”.
Di Primio sottolinea inoltre “l’esigenza di procedere ad un rinnovamento generazionale nel comparto pubblico: per fare un esempio, nei Comuni oltre il 50% del personale ha piu’ di 50 anni, nel sottoinsieme dei dirigenti questa percentuale supera il 70%. Ma si tratta di dinamiche innescate da precise scelte normative che abbiamo cercato di cambiare in ogni occasione utile, in un’accesa dialettica con i tanti interlocutori che si sono succeduti negli ultimi dieci anni.
La situazione – sottolinea il delegato ANCI – non potrebbe essere diversa visto il blocco dei turnover, che ha azzerato il ricambio generazionale, ed il blocco della contrattazione, che ha sterilizzato i sistemi di valutazione delle performance e mortificato il personale degli enti. Su tutti questi temi – ribadisce infine Di Primio – l’ANCI ha già fatto proposte precise ed è pronta al confronto con il Governo”.































