di Luigi Venditti
Avverrà domani pomeriggio a Campobasso nella Sala della Costituzione della Provincia di Campobasso la consegna dell’Premio San Giorgio alla gloriosa memoria del Ministro Giacomo Sedati , molisano DOCG .
Saranno presenti alla cerimonia oltre le Istituzioni e gli Amici della Famiglia, la Famiglia Sedati e i Cittadini di Campobasso e del Molise, Molise, collegio di elezioni ripetute dell’On. Sedati , più volte Ministro, Sottosegretario di Stato, Presidente dell’Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura Europei e Commissario per il Governo Italiano dell’Vajont . Di antica famiglia originaria di Riccia (CB), Giacomo Sedati ebbe i suoi natali a Lanciano (CH) nell’antico palazzo de’ Giorgio il 25 agosto 1921, ma visse la sua infanzia a Riccia e svolse i suoi studi a Campobasso nello storico liceo Mario Pagano.
Ufficiale dei carristi durante la seconda guerra mondiale, nello stesso periodo frequentava l’università di Giurisprudenza di Roma e Napoli dove si laureava nel 1944 e contemporaneamente partecipava alle riunioni clandestine che si svolgevano nella casa romana di suo zio Giuseppe Spataro dove già si cominciava a preparare la futura rinascita e ricostruzione dell’Italia post bellica. Comincia così la sua lunga attività politica.
In occasione delle votazioni per il primo parlamento repubblicano nell’aprile del 1948, viene candidato a soli 26 anni alla Camera dei deputati nelle fila della Democrazia Cristiana risultando poi il primo eletto nel collegio del Molise.
Sarà successivamente confermato per tutte le successive otto legislature fino alla sua prematura scomparsa il 7 gennaio 1984.
Trentasei anni ininterrotti in Parlamento, leader incontrastato della DC molisana, numerosi incarichi di governo e parlamentari, Giacomo Sedati è stato l’unico politico eletto in Molise a ricoprire il ruolo di Ministro. Insignito di numerose onorificenze, fu anche Alto commissario per il Vajont, nominato all’indomani della tragedia, presidente del consiglio dei ministri dell’agricoltura della comunità europea e presidente della commissione bicamerale che ha varato la più importante riforma dei servizi radiotelevisivi.
Nel maggio del 1978 nel covo di via Gradoli a Roma fu rinvenuto il suo nome in ritagli di giornali, come possibile obiettivo delle Brigate Rosse. Informato del fatto, rifiutò la scorta per sé e per i suoi familiari.































